Il Tirreno

Pontedera

Imprigionato dalla serranda del bar dove stava rubando

di Sabrina Chiellini
La grata del tombino utilizzata dal ladro e il de naro recuperato
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La grata del tombino utilizzata dal ladro e il de naro recuperato

Pontedera: in manette un giovane straniero che aveva appena preso 400 euro dalla cassa. Il giudice gli applica la custodia cautelare in carcere, recuperata la refurtiva

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PONTEDERA. Il ladro resta in trappola e non riesce a fuggire mentre suona l’allarme a causa della serranda abbassata. I carabinieri arrestano uno dei malviventi che da alcune settimane rubano nei negozi sfondando le vetrine con i tombini in ghisa che prendono dalla rete fognaria. Succede di notte nella frazione del Romito, franzione di Pontedera, dopo che un marocchino, poi fermato, prende di mira il bar pizzeria “Revive”, in via Gagarin, ma ci resta dentro e così di fatto finisce nelle mani dei militari del Nucleo operativo e radiomobile. Il marocchino di 30 anni, El Idrissi Bouchaib, con una serie di precedenti penali per reati contro il patrimonio, ha sfondato con un tombino la vetrata della porta d’ingresso di un bar.

Si ferisce ma non si ferma. Rompe un altro vetro e poi va diretto alla cassa da cui preleva circa 400 euro. L’allarme suona, un possibile complice rimasto all’esterno si dà alla fuga e l’autore del furto, che aveva abbassato la saracinesca per non farsi scoprire, in realtà si “consegna” all’arresto. Il denaro viene così completamente recuperato e riconsegnato al proprietario del bar. Il tombino sequestrato e posto a disposizione dell’autorità giudiziaria per i successivi accertamenti. Per il ladro seriale si aprono le porte del carcere Don Bosco dopo l’udienza di convalida dell’arresto.

«I soldi li abbiamo recuperati – dice il barista – ma restano i danni che ha causato ai vetri per poter entrare all’interno e raggiungere la cassa». Il Gip del tribunale di Pisa gli ha applicato la misura della custodia cautelare in carcere. È probabile che il trentenne sia autore di altri furti commessi con la stessa “tecnica” se così si può definire. «Ringrazio pubblicamente ed a nome della città la compagnia dei carabinieri di Pontedera per l'efficace e rapidissima azione che questa notte ha portato all'arresto dell'autore di un furto con spaccata nella frazione de Il Romito recuperando la refurtiva già restituita al titolare dell'esercizio commerciale. Non manco mai di ribadire in queste occasioni la necessità che il legislatore nazionale faccia una sforzo per consentire al sistema di prevenzione della sicurezza e di repressione della criminalità di poter contrastare con strumenti nuovi e pene certe anche i fenomeni della delinquenza minore», sono le parole del sindaco, Simone Millozzi. Non è la prima volta che Millozzi insiste sulla certezza della pena.

«Si tratta di una condizione essenziale affinché le legittime preoccupazioni dei cittadini trovino risposte rassicuranti da parte dello Stato ed al contempo non venga mortificato il prezioso lavoro quotidiano degli operatori coinvolti nelle azioni di polizia. Da parte nostra ribadiamo la massima fiducia nell'operato delle forze dell'ordine che, con professionalità, caparbietà e competenza si impegnano quotidianamente a rispondere alle esigenze di sicurezza della nostra cittadinanza e di controllo del territorio». Nelle ultime settimane a Pontedera ci sono stati altri furti compiuti dai cosiddetti ladri del tombino. Non è facile per i carabinieri risalire agli autori a meno che questi non vengano scoperti, come è successo al Romito, con le mani nel sacco.

L’arresto permetterà ai carabinieri di fare nuovi accertamenti partendo dal ladro arrestato per arrivare ai complici. Il marocchino fa parte di un gruppo di stranieri che è senza fissa dimora e vive nei casolari abbandonati che ci sono alla periferia della città.

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