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I genitori presentano esposto per i vermi nella minestra

NILO DI MODICA
I genitori presentano esposto per i vermi nella minestra

Alcuni bambini hanno avuto problemi intestinali e sono stati portati all’ospedale per precauzione. La ditta che gestisce la mensa fa verifiche sulle materie prime

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CASTELFRANCO

Mensa operativa ieri mattina a Castelfranco, ma con tante assenze fra gli alunni a pranzo. Molti genitori, dopo i vermetti serviti mercoledì con la minestra di farro nelle scuole di Villa e Orentano, hanno preferito prendere i figli prima del pasto. «Abbiamo provato a informarci se fosse possibile far pranzare i bambini con cose preparate a casa. Dicono che è vietato», racconta Maira, una mamma, che si chiede: «I vermi invece vanno bene?».

L’IRA DEL SINDACO

Intanto il sindaco Gabriele Toti usa parole pesanti, minacciando ripercussioni verso la Camst, azienda responsabile del servizio mensa. «Una cosa gravissima, sul cibo dei bambini non si scherza», dice il primo cittadino che, definendo il Comune «parte lesa», aggiunge: «Ci sono responsabilità e chi di dovere dovrà farsene carico. Comprendiamo lo stato d’animo delle famiglie e ci siamo attivati, coinvolgendo la Asl per i controlli. Il risultato è che non sono stati riscontrati problemi alla struttura».

CONTESTAZIONE UFFICIALE

Il sindaco Toti poi spiega che «alla Camst è stato inviato un avviso di contestazione di addebiti per inadempimento contrattuale nelle more di verificare fino in fondo le cause e la tipologia delle derrate utilizzate se conformi al capitolato». In sostanza una contestazione formale del mancato rispetto di quanto previsto nel contratto «non escludendo» scrive Toti, «anche la rescissione del contratto come punto finale di approdo».

L’ESPOSTO DEI GENITORI

In attesa delle analisi è stato modificato il menù eliminando alimenti biologici, verdure crude e minestre, in modo da somministrare alimenti facilmente controllabili. Inoltre verrà affiancato alla cucina un consulente esterno. La rabbia dei genitori comunque si è concretizzata in un esposto a firma dei rappresentanti al consiglio d’istituto, inviata a scuola, Asl, sindaco e carabinieri, dove si chiedono chiarimenti. «Un grave episodio – lo definiscono i genitori – Di quanto successo i genitori non avrebbero ricevuto informazioni né dall’azienda preposta al servizio, né dall’istituto. Chiediamo di intraprendere le azioni necessarie al fine di salvaguardare la salute dei bambini».

IL PARERE DELLA PEDIATRA

Domande legittime, condite, come sempre avviene in questi casi, anche da paure che alle volte superano, forse, la reale entità degli eventi. «Mi hanno chiamato in molti per chiedere un consiglio, in molti casi i loro figli non avevano nemmeno mangiato la famosa minestra – ci dice al telefono la pediatra Alberta Bracci – È un fatto brutto, ma soprattutto a chi non è entrato in contatto con il cibo incriminato dico di non farsi prendere da allarmismi. Per gli altri, nei casi in cui si voglia essere sicuri, si facciano pure accertamenti». Alcuni genitori hanno lamentato disturbi nei loro figli: diarrea. Disturbi che in verità stanno tutti anche nella sintomatologia dei malanni di stagione. Alcuni genitori si sono rivolti al pronto soccorso.

LA POSIZIONE DI CAMST

La Camst, intanto, esprime «il più profondo dispiacere per quanto avvenuto. Le nostre addette hanno bloccato la somministrazione appena è stata segnalata la presenza di corpi estranei nel piatto, provvedendo a dare a tutti un’alternativa. Abbiamo effettuato verifiche nelle cucine per capire se qualcosa fosse andato storto. Tuttavia riteniamo che il problema sia riconducibile alla materia prima utilizzata». Da qui l’annuncio di ulteriori verifiche che l’azienda si propone di effettuare con i fornitori. —

NILO DI MODICA

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