Italia
Così il ’68 viene raccontato con le pagine del Tirreno
Sabato 17 sarà illustrata la mostra itinerante dedicata agli eventi di un anno epocale. L’iniziativa è stata realizzata dalla Rete Bibliolandia in collaborazione con l’Arci
PONTEDERA. “Il ’68 raccontato da Il Tirreno”. È il titolo della mostra che sarà presentata sabato 17 novembre alle 17 nella Sala Carpi, in via Valtriani, a Pontedera. La mostra sarà inaugurata con interventi di tutti i curatori e i collaboratori del progetto. Interverranno Roberto Cerri, Roberto Boldrini, Patrizia Marchetti, Andrea Brotini, Massimiliano Bertelli, Claudia Salvadori e Maria Chiara Panesi. Sarà presente Fabrizio Brancoli, vicedirettore del “Tirreno”. All’Agorà/Sala Carpi la mostra sarà visitabile questo fine settimana. Sono attesi anche alcuni protagonisti del ’68 per portare testimonianze e riflessioni e, come si diceva allora, animare il dibattito.
«La Rete documentaria Bibliolandia – spiega Cerri, storico di vaglia, direttore della biblioteca Gronchi e ideatore del progetto – produce annualmente una mostra a carattere didattico per valorizzare la documentazione storica, promuovere l’uso degli archivi e coltivare la memoria pubblica. Quest’anno il gruppo di lavoro della Rete ha deciso di elaborare una mostra sull’anno 1968 utilizzando una fonte documentaria speciale: le prime pagine de ”Il Tirreno” che all’epoca si chiamava “Il Telegrafo”».
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«La decisione di raccontare un insieme di eventi così complessi attraverso un quotidiano – prosegue Cerri – è legata ad alcuni fattori: il tipo di pubblico a cui ci si vuole rivolgere, ovvero il mondo degli studenti di scuola superiore da una parte e gli utenti dei circoli territoriali dall’altra; la necessità di partire da “fonti sintetiche” rispetto alla complessità del macrofenomeno da descrivere: sotto la voce ’68 si ricompredono moltissimi fatti di cronaca, tanti commenti, una miriade di interazioni; l’esigenza di collegare eventi locali, vicende nazionali e fatti internazionali nella stessa fonte».
Le prime pagine del quotidiano (digitalizzate dalla Biblioteca Labronica di Livorno, «che ringraziamo pubblicamente per avercele messe a disposizione, così come ringraziamo Il Tirreno di avercene consentito l’utilizzo») si prestano perfettamente a raggiungere i tre obiettivi indicati sopra.
Su circa 360 prime pagine è stata effettuata così una scelta degli avvenimenti più significativi e con un sistema di colori è stata impostata una lettura suggerita del corso degli eventi, accompagnata da note di integrazione e commento.
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«Il racconto che ne esce – dice ancora Cerri – ha ovviamente una sua trama che non sveliamo anche per non togliere al visitatore il gusto della sorpresa. Possiamo solo dire che è stata effettuata una lettura destrutturata del ’68, meno politica e più antropologica, scandita però dal ritmo temporale: il susseguirsi dei mesi. Sono state selezionate circa 40 prime pagine e poi è stato effettuato un montaggio su base mensile producendo alla fine 20 rollup autoportanti che costituiscono una mostra prêt-à-porter che in pochi minuti può essere montata e smontata e trasportata da una scuola o da un circolo all’altro, quindi presentata al pubblico».
Il materiale potrà essere portato nelle scuole per raccontare in 20 quadri di un metro per due la storia di un anno ricco di eventi e consentire ai ragazzi di abbracciare con un colpo d’occhio un insieme davvero molto variegato e complesso.
La mostra è prodotta in collaborazione con Arci Valdera che la farà girare nei suoi circoli, accompagnandola con dibattiti di approfondimento e discussioni introdotte dai curatori.
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