Il Tirreno

Pontedera

«Troppo simili a Vespa Piaggio» Bloccati scooter di marca tedesca

L’intervento della Guardia di Finanza all’Eicma di Milano  dopo un esposto della società presieduta da Colaninno

3 MINUTI DI LETTURA





PONTEDERA

La Vespa della Piaggio, ideata da Corradino D’Ascanio negli anni Quaranta, è considerata l’archetipo degli scooter ed è uno dei veicoli più copiati al mondo. Ma, quanto a imitazioni, a volte c’è chi esagera, o rischia di farlo, e allora nascono i problemi. È quanto accaduto durante Eicma, l’esposizione internazionale del ciclo e motociclo che si è chiusa ieri a Milano, dove alcuni scooter, considerati dall’azienda di Pontedera “plagio” della Vespa, sono stati sequestrati. Oggetto del provvedimento sono stati gli scooter 1954 Ri Sport (elettrici) allo stand di Kumpan electric, una green company fondata nel 2010 dai fratelli Tykesson a Remagen, vicino a Bonn. È molto probabile che ora si apra una guerra legale: Kumpan electric contesta la versione di Piaggio e sottolinea le differenze tecnologiche tra i due modelli.

Il sequestro

L’intervento della Guardia di Finanza è stato sollecitato dalla Piaggio che – come si legge in una nota diffusa dall’azienda presieduta da Roberto Colaninno – «ha depositato un atto di denuncia con il quale ha informato le autorità della presenza presso lo stand di un espositore di alcuni modelli di scooter le cui forme costituiscono un’imitazione di Vespa, in contraffazione dei diritti di privativa Piaggio (marchio tridimensionale e modello ornamentale dello scooter Vespa)».

L’esposto

«In conseguenza dell’esposto – prosegue la nota di Piaggio – la Guardia di Finanza ha concluso le operazioni di sequestro degli scooter oggetto della denuncia. L’iniziativa si inserisce nell’ambito delle attività condotte da Piaggio a salvaguardia dei propri diritti di proprietà intellettuale, dirette a garantire la tutela delle linee e delle forme che caratterizzano sin dalla sua origine il prodotto Vespa».

La sentenza

La vicenda di questi giorni ne riporta alla mente una analoga accaduta cinque anni fa e conclusasi il 6 aprile 2017 con una sentenza definita “storica” dalla Piaggio. Il Tribunale di Torino dichiarò «la piena validità del marchio tridimensionale dello scooter Vespa» e riconobbe «il carattere creativo e il valore artistico propri della sua forma che caratterizza lo scooter fin dalla prima produzione risalente al 1946».

Il precedente

La sentenza segnò la conclusione di una vicenda iniziata nel 2013 quando, all’apertura al pubblico del salone milanese delle due ruote Eicma, la Guardia di Finanza Compagnia di Rho – Nucleo Mobile sequestrò 11 scooter e appartenenti a 7 espositori differenti, le cui forme erano un’imitazione di Vespa. La Guardia di Finanza procedette al sequestro dopo aver rilevato che i prodotti violavano il diritto di esclusiva del Gruppo Piaggio costituito dal cosiddetto “marchio tridimensionale” registrato da Piaggio, che protegge la forma distintiva di Vespa. «Un titolo – spiegò l’azienda – che rappresenta un fondamentale elemento di difesa delle linee uniche e caratterizzanti di Vespa, ed è il più completo strumento di tutela dell’iconica forma di questo prodotto globale».

La società cinese

Una società cinese coinvolta nel sequestro citò a sua volta la Piaggio davanti al Tribunale di Torino chiedendo l’annullamento del marchio costituito dalla forma tridimensionale dello scooter, nonché una pronuncia che escludesse la configurabilità della contraffazione del marchio stesso rispetto a uno scooter sequestrato all’Eicma, ma la sentenza dell’aprile 2017 rigettò le richieste. –

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa