Sicurezza
Giustiziato sul divano di casa: in carcere un 27enne di Chiesina Uzzanese, amico della vittima
Montopoli: il giovane, amico del perito meccanico ucciso, è stato interrogato per ore nella caserma dei carabinieri di Pisa e poi portato nel carcere Don Bosco di Pisa. Decisive le indicazioni dei familiari di Marchesano
MONTOPOLI. C'è un fermo per l'omicidio di Giuseppe Marchesano, il ventisettenne trovato morto nella sua casa di Casteldelbosco, frazione del comune di Montopoli Valdarno, nel Pisano. Marchesano è stato raggiunto da quattro colpi di arma da fuoco alla testa e il corpo privo di vita è stato trovato sul divano del salotto. Il fermato è un amico della vittima, Danny Scotto, portato poco dopo le 20,30 di lunedì 12 nel carcere Don Bosco a Pisa: è accusato di omicidio volontario. Decisive le indicazioni dei familiari del giovane ucciso. Scotto è stato fermato dai carabinieri mentre faceva colazione al bar.
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L'INTERROGATORIO E IL FERMO
In stato di fermo, come detto, c'è un operaio agricolo di 27 anni di Chiesina Uzzanese, amico della vittima. La misura cautelare è arrivata dopo il lungo interrogatorio nella caserma del comando provinciale dei carabinieri di Pisa. In caserma, oltre all'avvocato del fermato, c'erano anche il procuratore Alessandro Crini, il pm titolare delle indagini Sisto Restuccia, il comandante provinciale Nicola Bellafante e il comandante della compagnia di San Miniato, Gennaro Riccardo. "Sono state le indicazioni che ci sono arrivate dall'interno della famiglia della vittima - dice Crini - a indirizzarci verso di lui, che ha negato ogni addebito. Ma riteniamo di aver raccolto indizi sufficienti a giustificare questo provvedimento".
Crini prosegue."C'è una telecamera che lo colloca a bordo del suo pick up a circa 4 km di distanza da casa della vittima mentre lui ha negato di esser stato lì". Il legame tra l'indagato e Marchesano sarebbe da riferire a una vecchia amicizia "che, per quanto ci ha detto il fermato, si sarebbe diradata negli ultimi tempi . Stiamo facendo ulteriori accertamenti per circostanziare il movente di questo delitto".
LE PISTOLE E UN'AMICIZIA INTERROTTA
Crini spiega altri dettagli dell'indagine. "Abbiamo scoperto che aveva recentemente acquistato due pistole che sarebbero compatibili con quella usata per uccidere Giuseppe Marchesano e che si tratta di un calibro piuttosto importante". Nei prossimi giorni saranno fatti ulteriori accertamenti per chiarire il movente che avrebbe spinto il 27enne di Chiesina Uzzanese ad uccidere Marchesano. I carabinieri stanno scandagliando soprattutto il legame tra il presunto assassino e la vittima. Il procuratore Crini si limita a dire che i due 27enni erano stati legati da un "rapporto di amicizia che si era diradato nell'ultimo anno" senza per aggiungere troppi particolari sul tipo di amicizia e sui motivi per cui si era interrotta. "Il giovane fermato ci ha anche riferito - sottolinea il magistrato - che il 9 novembre, giorno del suo compleanno, avrebbe ricevuto una visita a casa sua da parte della vittima ma questa circostanza non risulta dai tabulati telefonici di Marchesano che invece lo collocano da tutt'altra parte".
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LA SCENA DEL CRIMINE
La scena del crimine che si presentata agli inquirenti è quella di un'autentica esecuzione. Sarà l'autopsia a chiarire eventuali altri aspetti della morte del giovane, mentre gli investigatori stanno cercando di ricostruire le ultime ore di vita della vittima. La morte risalirebbe alla serata di venerdì ma al momento i carabinieri non hanno ancora chiaro quale possa essere il movente dell'omicidio.
L'arma del delitto, probabilmente una pistola, non è stata trovare nell'abitazione di Casteldelbosco. A scoprire il cadavere sono stati alcuni amici della vittima che da venerdì non erano più riusciti a mettersi in contatto con lui. La salma è stata trasferita all'istituto di medicina legale in attesa che la Procura effettui il conferimento dell'incarico al medico legale per eseguire l'autopsia. La casa era in ordine e non presentava segni di effrazione, ciò fa presupporre agli inquirenti che la vittima potesse conoscere il suo assassino. Una porta finestra era aperta e da qui l'altra sera sono entrati gli amici che hanno scoperto il cadavere e poi dato l'allarme.
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