Finanza
Ucciso a 27 anni, al setaccio amicizie e frequentazioni sequestrati computer e cellulare
La mamma di Giuseppe Marchesano: «Mio figlio era un ragazzo tranquillo, non so proprio cosa possa essere successo»
MONTOPOLI VALDARNO. Sono quasi le due di notte quando la madre di Giuseppe Marchesano, 27 anni, freddato nel soggiorno di casa sua a Casteldelbosco da almeno sei colpi di pistola, arriva in via Di Dietro, una strada stretta con le case aggrappate l’una all’altra ma dove nessuno sembra aver visto l’assassino, sentito una lite e poi la sequenza dei colpi di pistola. Un giallo vero e proprio con gli inquirenti che non escludono alcuna pista e scandagliano la vita della vittima sapendo che le indagini sono iniziate con un giorno di ritardo. Chi ha ucciso ha avuto 24 ore di tempo, tante ore sono trascorse da quando è avvenuto l’omicidio alla scoperta. «Mio figlio è un ragazzo tranquillo, non so cosa possa essere successo», sono state le parole della madre. Giuseppina De Filippi, una donna annientata dal dolore, che si è fatta accompagnare dal compagno, da una figlia e da uno zio della vittima a Casteldelbosco e che per ore ha atteso che i carabinieri portassero via la salma del figlio dopo i primi rilievi nella casa del giallo. Un altro zio è rimasto senza parole di fronte a dolore della tragedia: «È una cosa inaspettata, non pensabile», sono le sue parole prima di lasciare Casteldelbosco. Perché, c’è da dire, che apparentemente nella vita del 27enne non ci sono zone d’ombra, anche se i carabinieri e la procura della Repubblica hanno indirizzato le indagini nell’ambiente delle amicizie del giovane perito che lavorava per conto della Jungheinrich (sede di Firenze) e riparava carrelli elevatori e muletti.
«Non c’ero quando sono stati sentiti gli spari, ero al lavoro – dice Alberto Necciai, che vive nell’appartamento di fronte a quello della vittima – ma in ogni caso quello che dovevo dire ai carabinieri l’ho detto, a noi è stato chiesto di non dire altro».
Dopo un po’ Necciai aggiunge che vedeva spesso la vittima in compagnia degli amici, tutte persone più che tranquille, mai un problema. Marchesano aveva acquistato la casa da un sardo circa due anni fa e conduceva una vita riservata.
Al bar “La Piazzetta”, che ha messo a disposizione dei carabinieri le telecamere private del sistema di sorveglianza, sono sconcertati dalla vicenda. «Lo sappiamo – ci dicono –, può sembrare strano che nessuno abbia sentito, ma è anche vero che in quella strada abitano molte persone anziane, tra cui un’invalida, e avranno pensato ai petardi che sono stati sparati per Halloween. Ora la gente si aspetta di sapere cosa è successo, chiaramente un fatto così ha bisogno di risposte».
Dopo un lungo sopralluogo sulla scena del crimine, alla presenza sia del sostituto procuratore Sisto Restuccia che della dottoressa Chiara Toni, dell’istituto di medicina legale di Pisa, durato fino alle 3 di notte, ne è seguito un altro ieri mattina e nel pomeriggio con l’intervento della sezione investigazioni scientifiche dei carabinieri di Firenze. Sarà la dottoressa Toni ad effettuare l’autopsia, anche se l’incarico le sarà conferito ufficialmente oggi e forse già stasera con la Tac gli inquirenti potranno sapere con maggiore precisione quanti sono i colpi di pistola esplosi dall’assassino e quali di questi gli sono stati fatali. L’auto del giovane e il furgone della ditta, insieme a pc e telefono, sono stati sequestrati già alla fine del primo sopralluogo e questa mattina saranno oggetto di investigazioni scientifiche. Per sicurezza i mezzi sono stati recuperati un carroattrezzi: saranno passati al setaccio in cerca di tracce o impronte.
S’indaga quindi a 360 gradi nella vita del giovane. Tutti i vicini di casa sono stati sentiti dai carabinieri, come gli amici che lo hanno trovato già morto, i parenti e tutti quelli che possono dare informazioni sulla sua vita. La vittima risulta incensurata. Non ha avuto mai problemi di droga o legati al lavoro. Gli amici lo descrivono come un grande lavoratore. Aveva una grande passione per le moto sportive, i Quad e per il softair, uno sport basato sulla simulazione di azioni militari. Negli ultimi tempi sul suo profilo Facebook si era lasciato andare spesso a considerazioni che lasciano immaginare che avesse qualche difficoltà personale. Niente che avesse confidato. Ma forse chi lo ha ucciso lo conosceva bene.
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