La protesta
Pensionato ucciso per errore da un amico durante una battuta di caccia al cinghiale
63 anni, era un ex dipendente della Piaggio. Colto da malore l’uomo che ha sparato, è indagato per omicidio colposo
PALAIA
Il cacciatore spara al cinghiale durante una battuta di caccia sulle colline di Palaia. A morire sul colpo non è l’animale, ma Fulvio Ceccanti, 63 anni, di Santa Colomba (Bientina), pensionato dopo tanti anni trascorsi in fabbrica, alla Piaggio. Subito dopo si sentono solo le urla di chi ha sparato e di chi si rende conto della tragedia. «Fulvio, Fulvio», chiama chi lo ha ucciso. Poi gli si avvicina e cade a terra privo di sensi, colto dalla disperazione. «Non capivo più nulla», dirà poi ai soccorritori e ai carabinieri. Corrono verso la vittima gli altri cacciatori (della squadra di Montefoscoli) che erano impegnati nella stessa battuta, tra olivi e cipressi, sulle colline in via Salcione. Un paradiso nel verde dove di selvaggina e ungulati se ne trovano in abbondanza. Nei giorni di caccia sulle stradine sterrate arrivano i cacciatori con i loro fuoristrada e il fucile in spalla per dedicarsi a quella che, nonostante gli incidenti come quello di ieri, resta una grande passione.
Dolore e rabbia si mescolano nei racconti. I testimoni della tragedia, nella zona almeno una trentina di persone, sono sconvolti. «Non volevo, non volevo», si dispera chi ha sparato per sbaglio, anche lui pensionato e grande amico della vittima. Uomini esperti di caccia, la pelle segnata dal sole e dal freddo, che conoscono bene i rischi ma sperano di non dover mai piangere dopo un incidente. E quando Fulvio cade per terra, in mezzo agli olivi, i compagni corrono verso di lui, chiamano i soccorsi.
«Siamo sconvolti, non vogliamo parlare», dicono alcuni cacciatori che incontriamo lungo la strada che porta al luogo della tragedia.
In fondo al giardino di una villa dalle pareti gialle c’è la vittima, coperta da un telo bianco dai soccorritori – il 118 ha attivato la Misericordia di Peccioli e l’eliambulanza – con ferite alla testa che non gli hanno lasciato scampo. La dinamica è tragicamente chiara. L’ha spiegata lo stesso cacciatore che ha sparato nella direzione del cinghiale che, come un missile, ha attraversato l’area dove era in corso la battuta.
I carabinieri di Palaia – l’incidente è delle 13,40 – restano a lungo sulla collina, sentono le prime testimonianze, ricostruiscono l’accaduto e lo stesso cacciatore, un amico della vittima che abita a Forcoli, viene poi accompagnato in caserma. La salma viene trasportata all’Istituto di medicina legale a Pisa, a disposizione della Procura che nei prossimi giorni disporrà l’autopsia.
Gli investigatori stanno ancora raccogliendo le testimonianze degli amici della vittima per cercare di comprendere come si siano svolti i fatti, ma secondo una prima ricostruzione è possibile che il cacciatore morto si sia trovato sulla linea di tiro dell'amico. La Procura della Repubblica di Pisa riceverà una informativa su come sono andati i fatti. Il cacciatore che ha ucciso l’amico con una fucilata è indagato per omicidio colposo. —
SABRINA CHIELLINI
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google