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PONTE A EGOLA 

Il Consiglio di Stato: stop alla farmacia comunale

G.P.

Il terzo punto vendita nel comune di San Miniato non sarà costruito: il bacino di utenza sarebbe stato troppo piccolo

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PONTE A EGOLA

La farmacia comunale a Ponte a Egola (la terza del Comune di San Miniato) non si farà. Con una sentenza di pochi giorni fa, infatti, anche i giudici del Consiglio di Stato hanno ribadito le conclusioni con le quali il Tar della Toscana, nel 2014, aveva bocciato il progetto per l’apertura di una nuova farmacia di proprietà comunale, accogliendo il ricorso presentato dai proprietari della farmacia Riosa di via Diaz.

Era il 2012, infatti, quando l’allora giunta Gabbanini dette il via all’iter per l’apertura della terza farmacia comunale (dopo quelle di San Miniato Basso e San Donato) da realizzare in piazza Guido Rossa a Ponte a Egola.

Daniele Riosa e Susanna Corsi, proprietari della farmacia privata di via Diaz, impugnarono la delibera con la quale l’amministrazione autorizzava l’apertura della nuova attività, portando in giudizio il Comune, la Regione e la ex Asl 11. Sotto accusa, da parte dei ricorrenti, c’era la stima troppo estensiva del bacino di cittadini che avrebbero fatto capo alla nuova farmacia, insieme ad un’eccessiva vicinanza all’attività già esistente, ma anche eccezioni di incostituzionalità nei poteri affidati alle Regioni in tema di farmacie.

La sentenza 2014 del Tar, pur non ravvisando violazioni costituzionali, accolse il ricorso della farmacia Riosa proprio per la distanza e per il numero di abitanti. In base alla legge, infatti, l’apertura di una nuova farmacia deve soddisfare due parametri: una distanza minima di 200 metri da una struttura analoga, insieme ad un bacino di utenti potenziali di 3.300 cittadini.

Nel caso di Ponte a Egola, avendo già una farmacia, era necessario superare quota 6.600. Nella propria delibera, del resto, l’amministrazione aveva parlato di una popolazione di 8.362 persone, includendo nel conto anche gli abitanti delle altre frazioni della Valdegola. Una stima troppo larga secondo i ricorrenti, i quali riuscirono a dimostrare che gli utenti potenziali (quelli effettivamente residenti a Ponte a Egola) erano solo 5. 640. Oltre a questo, la distanza in linea d’aria tra l’immobile della farmacia Riosa e piazza Rossa fu considerato di poco inferiore ai 200 metri. Da qui la bocciatura del Tar, contro cui il Comune di San Miniato decise di ricorrere al Consiglio di Stato, nonostante la Regione avesse scelto di desistere. Anche i giudici romani, invece, hanno ribadito le conclusioni del tribunale amministrativo. –

G.P.

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