Sicurezza
Dimesso dall’ospedale il falso smemorato
Salvatore Mannino è stato fatto sparire sul sedile posteriore di un’auto, con lui c’era la moglie. Destinazione Cuneo
LAJATICO
Cappello e occhiali da sole per non farsi riconoscere dai cronisti che dalle 6 sono lì, davanti a Psichiatria, ad attenderlo. Il sedicente smemorato di Lajatico, Salvatore Mannino, 52 anni, lascia l’ospedale Santa Chiara, dove è stato ricoverato per più di due settimane alla ricerca del male oscuro che lo ha indotto a organizzare una fuga a Edimburgo, a fingersi smemorato e poi ad attribuire la colpa di tutto questo alla povera suocera che dal 2010 si è trasferita a casa della figlia. Le dimissioni non potevano che essere blindate, così come Mannino era stato accompagnato da Edimburgo a Pisa in gran segreto. «Ha chiesto di lasciare l’ospedale alle 6», scrive la responsabile della comunicazione dell’Asl Toscana Nord Ovest.
Le dimissioni non avvengono proprio alle 6, ma di buon mattino e con la partecipazione di mezzo reparto che si attiva - con tanto di infermiere in cerca di cronisti - per controllare che il trasferimento del paziente diventato famoso dopo la fuga e (finta) perdita di memoria lasci l’ospedale senza essere visto.
Dopo essersi fatto cercare per mezza Europa, Mannino ha finto una grave perdita di memoria, mettendo in scena la parte del marito che non riconosce moglie e i quattro figli. Dopo un lungo ricovero in psichiatria, Mannino ieri ha lasciato l’ospedale.
La famiglia, finita sotto i riflettori a causa di questa misteriosa fuga con ricerche condotte in ambito internazionale, chiede il silenzio stampa. E anche l’imprenditore, contrariamente a quanto si poteva pensare in un primo momento, si allinea a questa decisione.
Con la complicità della moglie stessa, che gli è sempre rimasta vicina anche quando la verità era difficile da accettare, Mannino esce dal reparto. Lo fanno salire su un’auto che lo aspetta all’ingresso. Lo vedi un attimo e poi sparisce sul sedile posteriori della vettura. Sarà un arrivederci a Pisa e alla Valdera, c’è da scommetterci. Ufficialmente l’ospedale conferma che il paziente è stato dimesso. L’uomo andrà a Cuneo a casa della madre che, dopo qualche incertezza iniziale, ha deciso che farà con lui il percorso stabilito dagli psichiatri.
Ma i lati oscuri della vicenda non potranno essere cancellati tanto facilmente, anche se il grande protagonista di quella che sembra la sceneggiatura di un film potrebbe presto capitolare e cominciare a raccontare la sua storia. Negli ultimi giorni, dopo avere ammesso con i carabinieri di avere organizzato tutto, dalla fuga alla finta perdita di memoria, ha cercato più volte di ritrattare ciò che i militari avevano messo nero su bianco su un verbale da lui firmato. «Non ricordo di avere detto quelle cose ai carabinieri», ha cercato di dire.
Sembra che, dopo un fine settimana a casa della madre, per lui potrebbe nuovamente prospettarsi una degenza in un altro ospedale. —
SABRINA CHIELLINI
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