Il Tirreno

Pontedera

Muore durante una battuta di caccia: ucciso per sbaglio da un amico

La zona della tragedia (foto Franco Silvi)
◗
La zona della tragedia (foto Franco Silvi)

Tragedia sulle colline di Montefoscoli nel comune di Palaia, sul posto i carabinieri e i mezzi di soccorso del 118.
L'onorevole Brambilla: "E' omicidio venatorio" 

2 MINUTI DI LETTURA





PALAIA. Un cacciatore di 63 anni, Fulvio Ceccanti, di Santa Colomba, è stato ucciso per sbaglio da un compagno durante una battuta di caccia al cinghiale sulle colline di Palaia, nella zona di Montefoscoli, nel Pisano. L'uomo è stato colpito alla testa da una fucilata da un altro componente della squadra di cacciatori ed è praticamente morto sul colpo.

Immediate le richieste di soccorso pervenute dai cacciatori, ma per il sessantatreenne non c'era pi nulla da fare. L'episodio avvenuto nel pomeriggio. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri della compagnia di San Miniato per ricostruire l'esatta dinamica dei fatti anche se l'ipotesi dell'incidente al momento quella più probabile.

Gli investigatori stanno ancora raccogliendo le testimonianze degli amici della vittima per cercare di comprendere come si siano svolti i fatti, ma secondo una prima ricostruzione è possibile che il cacciatore deceduto si sia trovato improvvisamente sulla linea di tiro dell'amico.

Sulla tragedia è intervenuta Michela Vittroria Brambilla, deputata di Forza Italia e presidente della Lega italiana per la difesa degli animali e dell'ambiente: "Continua, tra l'indifferenza delle autorità preposte, lo stillicidio dei morti e dei feriti 'da caccia'. Oggi l'ennesimo 'omicidio venatorio': è toccato ad un cacciatore, un 63enne ucciso nella campagna pisana dal proiettile partito dal fucile di un compagno di battuta. Il numero delle vittime, almeno otto in questa stagione, richiede l'intervento del Governo e del Parlamento, che dovrebbe esaminare le mie proposte per l'introduzione di restrizioni alla caccia e, appunto, del reato di omicidio venatorio".

La parlamentare azzurra invita inoltre, in una nota, a fermare del tutto la stagione di caccia "in considerazione delle eccezionali condizioni di maltempo. Molti ecosistemi sono già in ginocchio, senza bisogno dei cacciatori".
 
"Fermo restando l'obiettivo a medio-lungo termine di abolire del tutto la caccia - spiega Brambilla - ho presentato due proposte di legge di cui le cronache suggeriscono l'esame con urgenza. La prima riguarda l'omicidio venatorio. Chi spara nelle campagne e nei boschi e colpisce una persona dev'essere punito più severamente di chi commette un normale omicidio colposo, proprio perché il cacciatore tiene legittimamente in mano un'arma letale, ovvero ha una responsabilità in più".
 
"E' lo stesso principio seguito per dare vita al reato di omicidio stradale - conclude - e la pena base che vorrei applicare è la stessa: da due e sette anni di reclusione".
 
"La seconda proposta - conclude - riguarda il silenzio venatorio il sabato e la domenica, per tutelare chi nei boschi e nelle campagna va per godersi la natura e non per distruggerla, e alcune misure restrittive".
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa