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Geotermia, l’ira di Enrico Rossi «Ci attaccano, mobilitiamoci»

A.Q.
Geotermia, l’ira di Enrico Rossi «Ci attaccano, mobilitiamoci»

Il presidente contro il governo: senza incentivi il territorio è destinato a morire «Una manina ha cambiato la bozza del decreto, sono veri deindustrializzatori»

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LARDERELLO

Il foglio in mano e la voce che si fa sempre più alta e arrabbiata. «Questa è la bozza originaria del decreto dove c’era la parola “geotermia” nella lista delle energie da fonti rinnovabili a cui vengono concessi incentivi. Poi una manina ha cancellato “geotermia” nella bozza definitiva inviata dal Ministero dello sviluppo economico a quello dell’ambiente, lanciando un vero attacco alla Toscana». Il presidente della Regione, Enrico Rossi, parla, anzi urla, dal circolo ricreativo di Larderello dove ha convocato una conferenza stampa dai toni infuocati nei confronti del governo.

APPELLO ALLA MOBILITAZIONE

«Per un pugno di voti questo governo di deindustrializzatori ha sferrato un attacco a questo territorio che fonda il 90% della sua economia sulla geotermia ma anche a un pezzo di Toscana bloccando le infrastrutture – ha detto Rossi – Per questo alzo la voce, batto i pugni sul tavolo. Mobilitiamoci». Attorno a lui ci sono i sindaci di Pomarance, Loris Martignoni, e di Castelnuovo Valdicecina, Alberto Ferrini. Ma anche quelli di Monteverdi Marittimo, Carlo Giannoni e di Luciana Bartaletti di Chiusdino, provincia di Siena. Già, perché la geotermia è toscana e riguarda la Valdicecina pisana, ma anche l’Amiata nel Grossetano e il Senese. Duemila i lavoratori del settore, di cui 650 assunti da Enel Green Power che, a questo punto, potrebbe investire altrove. La Regione sta per approvare la legge sull’energia per poi firmare il protocollo d’intesa con Enel in cui si dà la possibilità alla società di creare nuove centrali, a fronte di misure in fidesa di ambiente e paesaggio.

ENEL SI ALLONTANA

«Se per la legge siamo in dirittura d’arrivo per l’approvazione – dice l’assessore regionale all’ambiente, Federica Fratoni – per il protocollo c’è incertezza. Difficilmente Enel firmerà l’accordo senza incentivi». Del resto, la geotermia è un settore in cui gli investimenti hanno bisogno di un periodo lungo per essere remunerativi, come spiegato dal sindaco pomarancino Loris Martignoni: «Senza incentivi il nostro territorio muore, perché ha un’economia legata al 90% con questo settore. Nel mondo la geotermia è vista come fonte rinnovabile e di sviluppo. L’Italia ha deciso di chiudere».

ATTESA PER UNA CONVOCAZIONE

«Il premier Conte è di fatto toscano, venga qui l'avvocato del popolo a incontrare questo popolo che rischia di vedersi azzerati un comparto industriale – ha ripreso il presidente Enrico Rossi – La geotermia è toscana chiediamo al governo di convocarci e di ascoltarci». L’intenzione di Rossi è spiegare a Movimento 5 Stelle e Lega la legge regionale sull’energia e il piano concertato con Enel Green Power che, «in pochi anni porteranno all'abbattimento delle polveri del 98%», oltre al lavoro in corso di svolgimento «per applicare davvero l'economia circolare che prevede un regolamento dell'Unione europea con la captazione di CO2 senza bucare il terreno ma che fuoriesce naturalmente dal nostro sottosuolo».

COMUNI IN GINOCCHIO

Per il governatore, «è un provvedimento antiscientifico che rischia di mettere in ginocchio un comprensorio di diciassette comuni in Toscana. Ccome fatto per i vaccini, il governo ha preferito scegliere dando retta a chi è contrario, con l’unico scopo di lucrare un pugno di voti, senza documentarsi su quali sono invece gli effetti positivi». E, a quanto si sente dire, potrebbero essere devastanti. —

A.Q.

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