Il Tar ha dato ragione alla M3 e l’azienda resta nel centro abitato
Nilo Di Modica
Rigettato il ricorso del Comune di San Miniato che chiedeva una delocalizzazione a seguito delle proteste della gente
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PONTE A EGOLA. Niente trasferimento per la M3, ex Icla, fabbrica di gommapiuma per la produzione di materassi. A prendere la decisione, alla fine, è stato il Tar che ieri ha rigettato il ricorso del Comune di San Miniato che chiedeva una delocalizzazione a seguito delle tante proteste e raccolte di firme degli anni scorsi. Per il Tar, a cui si era appellata la M3 dopo l'approvazione da parte del Comune della variante al piano strutturale, l'impianto dello strumento urbanistico in questo caso è illegittimo e lesivo dei diritti dell'azienda, tanto che il Comune, che con quella delibera aveva dato tre anni di tempo all'azienda per spostarsi, sarà costretto anche a pagare le spese processuali.
A meno di ulteriori svolte e un ricorso del Comune, l'azienda resta nella sede storica, nel centro della frazione e avversata dai residenti in quanto “a rischio rilevante” e soggetta a normativa Seveso per la produzione di poliuretano espanso.
I giudici del Tar hanno ritenuto inammissibile l'opposizione del Comune che dopo aver emanato la variante al piano strutturale dove si prevedeva lo spostamento della M3 entro tre anni, non era corredata di un accordo di programma tra azienda e Comune, strumento necessario per attuare la decisione presa dal consiglio comunale. Inoltre per il Tar la decisione contenuta nella variante al piano strutturale ha in sé una componente lesiva nei confronti della M3, dal momento che l'unica soluzione attuabile, non essendoci una proposta concreta alternativa all'attuale localizzazione in un accordo di programma, era l'espulsione da Ponte a Egola della M3. Le scelte dell'amministrazione sarebbero illegittime dal momento che andrebbero a incidere su un'azienda preesistente al 2015, sulla quale il Comune non ha potere di agire attraverso gli strumenti che disciplinano l'uso del territorio, ma solo per le scelte future.
Una vera doccia fredda per l'amministrazione, che da anni si è impegnata a favorire la delocalizzazione dell'azienda, ma anche per tutti coloro che in questi anni si erano battuti per allontanarla dal centro pontaegolese. Proprio nei giorni scorsi, sulla vicenda ex Icla ma anche sull'altra vertenza in corso riguardante l'ampliamento della Tecnoambiente, si era espresso anche il comitato CambiaMenti, che in occasione dell'ultima consulta ha promosso un ulteriore riflessione che metta insieme le due questioni. «Nel corso della discussione - raccontano dal Comitato - è emersa la proposta di una raccolta di firme congiunta, sostenuta anche dal Comitato CambiaMenti, che tenga insieme la questione dell'allontanamento di M3 ex Icla e del blocco dell'ampliamento di Tecnoambiente».
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