Sicurezza
Chiede notizie del cognato e scopre che è stato ucciso 18 mesi fa insieme alla moglie
Ex custode di una scuola di Pontedera si è rivolta alla sindaca di Cascina, dopo le ricerche è arrivata la lettera di un nipote. L'uomo insieme alla moglie assassinati in Francia
PONTEDERA. Chiede notizie del cognato, che da molti anni vive in Francia con la moglie e un figlio, e viene a sapere che i suoi parenti sono stati uccisi mentre erano nella loro casa, a Montluçon, più di un anno mezzo fa.
L'APPUNTAMENTO CON LA SINDACA
Una storia incredibile, fatti di silenzi e dolore. Comincia quanto Fausta Zeiro, pensionata di 73 anni, che vive a Pontedera, chiede un appuntamento alla sindaca di Cascina, Susanna Ceccardi. Vede e legge spesso della prima cittadina e così Fausta pensa che possa aiutarla a trovare che fine ha fatto il cognato Massimo Degl’Innocenti, nato a Montecatini Terme nel 1945, legato alla Valdera e Pontedera dai ricordi di gioventù e poi emigrato in Francia da un tempo così lungo di cui è difficile tenere il conto. Nasce un’empatia tra la 73enne e lo staff della segreteria del comune di Cascina, oltre che della sindaca. «Cercheremo di aiutarla», si lasciano con questo impegno, dopo il primo incontro nel municipio di Cascina, avvenuto oltre un mese fa.
LA TERRIBILE SCOPERTA
Cascina scrive al Comune di Montlucon, città di circa 40 mila abitanti nella regione dell’Alvernia, dove abitava il cognato, e scopre che la morte di Degl’Innocenti è stata registrata all’inizio di marzo del 2017. Non sarà facile farle accettare questa verità, è il primo pensiero di chi deve dare la notizia alla parente.
Il lungo silenzio, «non riesco a contattarlo, sono in pensiero, vorrei sapere che cosa è successo», aveva detto alla sindaca fin dal primo incontro. L’atto formale arrivato dal Comune d’Oltralpe non fa che confermare quelli che sono i primi presentimenti. Trattandosi di una persona in avanti con gli anni poteva temersi anche il peggio. Difficile anche solo pensare che l’uomo fosse stato barbaramente ucciso mentre era in casa sua insieme alla moglie, Geneviève, 77 anni, da una banda di efferati criminali, protagonisti di altri fatti di sangue, come riportato dalle cronache locali del marzo 2017 e dei mesi successivi, visto che gli autori sono stati arrestati e portati in carcere.
LA LETTERA DEL NIPOTE
La pensionata di Pontedera, per anni custode al liceo scientifico della città, viene quindi informata della morte del cognato. Tutti i suoi dubbi in un istante si chiariscono e trovano conferma. Almeno riesce a darsi una spiegazione di quel lungo silenzio. Prova a chiedere anche se il feretro del cognato può tornare in Italia. Gli uffici cimiteri di Cascina e di Pontedera fanno alcune verifiche e forse, senza neanche volerlo, sollecitano nuovi e angoscianti particolari della triste storia. È una lettera scritta dal figlio della coppia e inviata al Comune di Cascina perché possa informare la “zia Fausta” a portare alla luce una verità sconcertante. «La morte di papà e mamma è avvenuta il 3 marzo del 2017 nella loro piccola casa di Montlucon», sono le parole del figlio che ammette quanto per lui sia ancora difficile superare questa grave perdita. Il tempo non allevia tutte le ferite.
I coniugi sono stati uccisi di notte da una banda di rapinatori, li hanno assassinati brutalmente nella loro casa. Gli autori sono stati arrestati dieci giorni dopo. Li hanno presi dopo che avevano ucciso un’altra anziana signora e stuprato una donna, davanti a un testimone. Sono violenti, spietati, eppure giovanissimi: hanno tra i 17 e i 18 anni. La coppia è stata sepolta dopo la cerimonia del 10 marzo. Ora Fausta potrà chiamare o scrivere al nipote che non aveva i suoi contatti, ma li ha inviati al Comune di Cascina. Magari potranno incontrarsi anche solo per un abbraccio.
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