Gioco
Patriota ripulisce la tomba dei fratelli eroi
Sabrina Chiellini
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Le tombe dei fratelli MarconciniPontedera: Andrea Masi ha restituito decoro al luogo dove riposano Alvarado e Bixio Marconcini, caduti durante la Grande Guerra
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PONTEDERA. «Sono contento di avere avuto questo pensiero. Dopo che sono andato a pulire la tomba dei fratelli Marconcini, ho visto che alcuni cittadini hanno deposto dei fiori lì vicino. Un gesto che mi ha fatto piacere e mi conforta rispetto al fatto di quanto sia importante la memoria».
Andrea Masi, 53 anni, di Pontedera, impiegato in un’azienda farmaceutica a Pisa, non nasconde la sua passione di patriota. Nei giorni scorsi, in vista del centenario della fine della Prima guerra mondiale, si è dato da fare per restituire decoro alla tomba nel cimitero comunale di Pontedera dove riposano i fratelli Alvarado e Bixio Marconcini, caduti durante la Grande Guerra e ricordati come eroi fratelli, ai quali sono dedicati una strada del centro, una palestra e il nuovo campo sportivo, dopo che il vecchio e glorioso polisportivo è stato chiuso e demolito.
Oggi le giovani generazioni hanno perso la memoria di questo passato. Ecco che iniziative come quella di Masi vanno nella direzione opposta, quella cioè di restituire un senso alla storia.
«Ho visto che l’amministrazione comunale non si era mossa – spiega Masi – allora mi sono messo alla ricerca degli eredi dei due eroi, ma non sono riuscito a trovarli. Così ho deciso di pulire io la loro tomba, chissà se poi altri seguiranno il mio esempio e avranno più rispetto per i ricordi del passato».
In questi giorni Masi si è messo in contatto con Michele Quirici, di Tagete Edizioni, grande appassionato di storia locale, il quale ieri, in occasione della festa delle Forze Armate e dell’Unità nazionale, ha presentato a Cerreto Guidi un volume dedicato alla Grande Guerra.
«Molti non sanno – continua Masi – che a Pontedera ci sono stati 225 caduti nel conflitto del ’15-18. Quirici ha raccolto i loro nomi e le loro storie. Un tempo esisteva in città una lapide dedicata solo ai caduti della Grande Guerra, poi andò distrutta nei bombardamenti del secondo conflitto. Ho pensato che mi piacerebbe rifare una nuova lapide dedicata ai caduti della Prima guerra mondiale. A quanto ne so, ci sono monumenti dedicati ai soldati morti nella guerra del ’15-18 nelle frazioni, ma non in città».
«Il prossimo passo potrebbe essere quello di avere una lapide con i loro nomi e cognomi», conclude Masi che ieri ha partecipato alle celebrazioni della ricorrenza a Trieste.
A volte nei cimiteri succede che caduti di una guerra di cent’anni fa non abbiamo le attenzioni che meritano. Per questo Masi, con la sua semplice iniziativa, ha voluto dare un segnale.
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