Il Tirreno

Pontedera

il giallo 

Mannino esce dal reparto per un controllo ma non si parla ancora delle dimissioni

SABRINA CHIELLINI

Gli psichiatri si sono presi altro tempo per valutare le condizioni dell’imprenditore al centro di una vicenda internazionale 

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PISA

Sguardo nel vuoto e poi rivolto verso i cronisti. Ha perso la sicurezza di quando era arrivato, la sera del 23 ottobre, all’aeroporto di Galilei di Pisa, quando ancora tutti lo credevano senza memoria. Salvatore Mannino, 52 anni, il finto smemorato di Lajatico, l’uomo diventato protagonista prima di ricerche condotte in ambito internazionale e poi delle cronache britanniche e italiane, resta ricoverato all’ospedale Santa Chiara di Pisa, nel reparto di psichiatria, diretto dal dottor Alfredo Sbrana.

I medici non sono ancora certi della diagnosi. Giorno dopo giorno lo sottopongono a nuovi accertamenti. Uno di questi era in programma nel primo pomeriggio di ieri.

Mannino esce dal reparto sotto stretto controllo degli infermieri: indossa un maglioncino scuro e pantaloni grigi. «Fino a quando resta qui non può incontrare i giornalisti», spiega una dottoressa, mentre attraversa uno stretto corridoio al piano terreno del vecchio edificio dell’ospedale.

Ormai tutti conoscono la storia del falso smemorato di Lajatico. Il reparto è preso d’assalto da inviati di giornali e tv. E gli infermieri, stanchi di queste visite, fanno apparire su una porta una vignetta con tanto di linguaccia. Un foglio posizionato proprio in corrispondenza di una finestrella da dove si può vedere cosa succede in un corridoio del reparto.

L’attesa si fa lunga. I familiari, all’ora di pranzo, non si vedono. Ma, subito dopo, Mannino viene accompagnato ad effettuare un esame per verificare le sue condizioni di salute.

Ancora non si parla di dimissioni dell’imprenditore di 52 anni che a settembre era improvvisamente scomparso dalla sua abitazione in provincia di Pisa, per essere poi ritrovato in un ospedale di Edimburgo. Qui l’uomo era stato ricoverato dopo essere stato colto da un malore nella cattedrale di Sant’Egidio. Una volta portato nell’ospedale scozzese, Mannino aveva deciso di fingere di aver perso la memoria per far comprendere alla famiglia quanto fosse importante il suo ruolo.

Così almeno è quello che ha riferito agli inquirenti e ai medici nei giorni scorsi, quando ha deciso di confessare. Anche se si è inventato tutto, anche se non sopportava la monotonia della famiglia, il 52enne, probabilmente, un disagio lo vive. E per questo i medici si sono presi ancora alcuni giorni di tempo per valutare meglio la situazione. Se suocera e moglie in questi giorni hanno chiesto a più riprese, attraverso l’avvocato Ivo Gronchi, che si spengano i riflettori sui motivi privati che hanno indotto Mannino a fuggire, c’è da aspettarsi che l’uomo, una volta lasciato l’ospedale, vorrà parlare di quello che è successo.

Intanto ieri, dopo la prima uscita dal reparto, il personale sanitario lo ha “blindato” di nuovo, anche su sua richiesta. –

SABRINA CHIELLINI

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