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Così i falchi allontanano i piccioni dal cimitero - Video
I volatili sporcano le tombe, il Comune affida la “sorveglianza” a due rapaci. Si chiamano Tex e Rudy e la loro presenza è un deterrente davvero efficace
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ORENTANO. I piccioni sembrano aver scelto il cimitero di Orentano come uno dei loro nidi preferiti. Ce ne sono a decine sopra l’edificio principale appena restaurato con le conseguenze che tutti possono immaginare. Il Comune di Castelfranco ha deciso di correre ai ripar. “assoldando” due guardiani davvero particolari. Si tratta di Tex e Rudy: il primo un falco Harris, tipico del continente americano, il secondo l’autoctono Astore. La loro presenza è un deterrente davvero efficace, considerato che i piccioni si allontano in tutta fretta alla vista dei rapaci.
I due esemplari fanno parte della scuderia dell’Antica Falconeria Toscana, una associazione sportiva dilettantistica di Cerreto Guidi guidata da Andrea Frizzi, che ormai da anni propone il sistema del “Bird control” per tenere sgombri i cieli sopra aeroporti, attività industriali e ovviamente coltivazioni. Tranquillizziamo subito tutti: i falchi non hanno il compito di abbattere i piccioni, ma soli di spaventarli.
«Il principio di base sul quale si fonda è la paura istintiva che numerose specie di volatili, tra cui appunto i piccioni, hanno quando vedono anche a distanza un rapace – spiega Frizzi –. Il grande vantaggio del bird control consiste nella difficoltà dei piccioni di abituarsi alla presenza del falco; diverso invece il discorso con spaventapasseri, striscioni colorati e brillanti, ultrasuoni, finte sagome di rapaci, versi di allarme, cannoncini, tecniche classiche di allontanamento nei confronti delle quali alla lunga i volatili si abituano».
Il falco si alza in volo chiamato alla voce da Frizzi che lancia una sagoma molto simile ad un uccello, compiendo la tipica evoluzione del rapace in caccia: basta questo a spaventare il piccione che capisce di dover cambiare aria.
«Qui ad Orentano abbiamo iniziato con un paio di interventi, mattina e al tramonto – dice ancora il falconiere – e proseguiremo fino a quando i piccioni avranno lasciato i loro nidi».
«Si è trattato di intervenire per limitare i disagi dovuti alla presenza dei piccioni – commentano il sindacodi Castelfranco Gabriele Toti e la vice Lida Merola –. Spesso le pulizie effettuate regolarmente, sembrano quasi vanificate dalla costante presenza dei piccioni. In questo modo rispondiamo alle giuste segnalazioni pervenute da diverse persone che tengono al decoro di questo luogo così particolare e soggetto alla sensibilità di ciascuno che ha i propri cari estinti. Un intervento straordinario in attesa di predisporre dissuasori fissi e reti nelle zone in cui i piccioni nidificano».
Sono una ventina i rapaci dell’Antica Falconeria Toscana che «vivono in totale libertà – tiene a sottolineare Frizzi – volando tranquillamente. Solo la sera li ricoveriamo al coperto. Con il rapace non esiste un rapporto tra servo e padrone. Quando viene rilasciato vola libero e potrebbe non ritornare. Ovviamente sono nati in cattività e quindi con i propri falconieri c’è un rapporto stretto. La nostra associazione sta svolgendo interventi analoghi in un cantiere navale a Livorno – conclude – ed altri ne ha già realizzati al Bargello a Firenze e al Golf Club Versilia, solo per citarne due. Oltre a svolgere anche attività sociali rivolte ad esempio ai bambini».
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