Italia
Porta via le chiavi all’arbitro Squalificato fino al 13 dicembre
È successo al termine della partita juniores tra San Miniato Basso e Acciaiolo Il dirigente si difende: «È stata una dimenticanza, non una ritorsione»
SAN MINIATO BASSO
È andato a casa con in tasca le chiavi dell’auto dell’arbitro. Quando se n’è reso conto ed è tornato indietro, però, era già troppo tardi: il direttore di gara non ha voluto sentire ragioni e ha verbalizzato tutto. Risultato: 160 euro di multa alla società e squalifica fino al 13 dicembre per il dirigente smemorato che aveva lasciato l’arbitro a piedi.
È una sanzione senza dubbio singolare, destinata a restare nell’archivio delle stramberie del calcio dilettantistico, quella inflitta dal giudice sportivo al San Miniato Basso e ad Alberto Ammannati, dirigente della squadra juniores della società giallorossa.
Il fatto risale al pomeriggio di sabato 27 ottobre, quando al campo di Gargozzi si giocava la partita tra il San Miniato Basso e l’Atletico Etruria. Una sfida vinta per 4 a 1 dai ragazzi di Acciaiolo, con qualche momento di tensione, a fine della partita, sulla panchina dei sanminiatesi.
Da qui l’idea, nata magari nella testa del direttore di gara, che quelle chiavi fossero sparite per ritorsione, come una specie di dispetto per una sconfitta che non è andata giù.
«Ma figuriamoci, si è trattato solo di una dimenticanza» risponde Ammannati, spiegando che il ritardo nella riconsegna delle chiavi si è limitato a pochi minuti rispetto al fischio finale della partita.
«Sono stato ingenuo – racconta il dirigente –: è stato proprio lui a chiedermi di tenergli le chiavi dell’auto, ma in realtà non avrei neanche dovuto farlo, perché anziché mettere la macchina nel recinto di gioco l’aveva lasciata nel parcheggio vicino al campo. Ad ogni modo le ho prese, come successo altre volte. Nei minuti finali della partita, però, in panchina eravamo un po’ tutti nervosi per la sconfitta. Per non litigare con i miei giocatori ho preso e me ne sono andato a casa, senza pensare che avevo ancora quelle chiavi in tasca».
Chiavi, tra l’altro, praticamente identiche a quelle dello stesso Ammannati: «L’arbitro aveva una Golf mentre io ho una Polo – riprende il dirigente – quindi credevo che fossero le mie».
Solo arrivato a casa, al momento di spogliarsi per fare la doccia, il dirigente si è accorto che quelle chiavi appartenevano all’auto del direttore di gara.
«Sono subito tornato indietro – racconta – Abito in via Aldo Moro a San Miniato Basso e per arrivare al campo di Gargozzi ci vogliono tre minuti. Quando sono arrivato saranno state le 18,10, mentre la partita era finita verso le 17,45. Ho trovato l’arbitro che stava ancora finendo di asciugarsi i capelli».
Eppure il giovane direttore di gara (residente a Empoli) non ha voluto sentire ragioni: «Gli ho spiegato cosa era successo e mi sono scusato in tutti i modi – prosegue Ammannati – Mi sono quasi messo in ginocchio facendogli vedere che le nostre chiavi erano identiche, ma lui mi ha subito detto che avrebbe verbalizzato tutto».
«Io – conclude il dirigente – ho sicuramente fatto un errore, ma la sua reazione, a mio avviso, è stata esagerata. In tante altre occasioni posso aver sbagliato, ma questa volta la squalifica è veramente assurda. Di sicuro mi servirà da lezione per il futuro: le chiavi dell’arbitro? Mai più!». –
GIACOMO PELFER
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