Sicurezza
Sbrana: «È una situazione di profonda sofferenza»
Lo specialista che sta seguendo Mannino all’ospedale di Pisa dice che adesso il compito dei medici è creare un percorso di protezione per lui e la famiglia
LAJATICO
Quando Mannino lascerà la psichiatria sarà di fatto un uomo libero. Per cui, anche se la diagnosi dei medici potrà arrivare a descriverlo come una persona con un disturbo della personalità con atteggiamenti narcisistici, sarà in grado di decidere dove andare.
Alla famiglia ha detto che non intende portare via l’auto, che aveva abbandonato alla stazione di Pontedera il 19 settembre, e che raggiungerà la meta stabilita con il treno. Mezzo con cui del resto ha dimostrato di avere familiarità visto che lo ha usato per arrivare in Scozia.
«Il nostro compito a questo punto – spiega il dottor Alfredo Sbrana che segue il caso – è quello di creare un percorso di protezione per lui e per la sua famiglia».
Il rischio che c’è ora, secondo i medici, è che la storia della suocera invadente, tirata in ballo da Mannino per giustificare la sua fuga da casa e il ritorno da smemorato per ritrattare poi le condizioni e i ruoli in famiglia, possa banalizzare una situazione che invece è estremamente pesante per tutte le persone coinvolte.
«È vero che c’è la simulazione – aggiunge il dottor Sbrana – ma c’è una profonda sofferenza umana. Lui sta male e soffrono anche i suoi familiari».
Lo psichiatra inviata a non banalizzare, a non indugiare sul luogo comune della suocera che si intromette troppo nelle scelte della famiglia. «Non si può banalizzare, ci sono tre minori in mezzo, va ricordato».
Tutta la famiglia è ora seguita con un supporto psicologico. I parenti temono che la moglie, Francesca Serragoni, che ha un legame profondo con il marito, finisca per accettare le condizioni dell’uomo.
«Non prendo decisioni fino a quando i medici non avranno detto quella che è loro diagnosi», è la risposta che la donna dà ai familiari.
In paese a Lajatico c’è chi comincia a parlare, anche se ha di fronte una famiglia molto riservata. «Mannino non si vedeva mai – dice un operaio che incontriamo sulla piazza principale del paese – qualcuno lo incontrava alla messa. Non aveva un grande legame con questa realtà». Se quando è scomparso molti si preoccupavano per lui, ora c’è chi tutta questa “sceneggiata” non la comprende.
«Lo vedremo presto in tutte le trasmissioni in tv – dice un altro cittadino – tanto ormai in questo Paese funziona così».
Moglie e suocera, Sandra Bocelli, quest’ultima con un cognome molto diffuso a Lajatico, pensano che solo quando Mannino avrà lasciato l’ospedale potranno lentamente ritrovare un po’ di tranquillità, lontano dal clamore suscitato dall’assurda fuga dell’uomo dalla realtà. –
S. C.
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