Sicurezza
Il Comune mette in vendita le quote di “Gustolandia”
La decisione è stata votata a maggioranza dal consiglio comunale di Cascina Il piano della cessione delle partecipate era già stato presentato un anno fa
CASCINA
Il Comune ha iniziato l’iter per mettere in vendita le proprie quote nella società di ristorazione “Gustolandia”, a capitale pubblico e privato, aperta nel 2005 per preparare i pasti nelle oltre 20 scuole del territorio cascinese.
La motivazione della scelta è di carattere economico, così è stato spiegata anche al consiglio comunale dal vicesindaco, Dario Rollo, e consentirebbe all’ente locale di risparmiare circa un euro a pasto e di allinearsi, con un nuovo appalto del servizio e una volta che sarà completato l’iter, con la “gemella” Pisa. Scelta economica quindi, ma anche e soprattutto politica, di rottura con il passato, soprattutto con la visione che del servizio aveva il centrosinistra e anche con i partner scelti per l’operazione che ha coinvolto negli anni anche la cooperativa Cft.
“Gustolandia” sforna oltre 1.500 pasti al giorno, il lavoro dell’azienda consiste nel preparare, trasportare e distribuire pasti ad alunni, insegnanti e personale ausiliario delle scuole di Cascina in cui è previsto il tempo pieno, prolungato e il doposcuola.
Alla società partecipata è affidato anche il compito di coordinare il servizio dal punto di vista di sicurezza, rapporto qualità, prezzo e logistica, di effettuare costantemente controlli igienico-sanitari, formare e aggiornare periodicamente il personale dipendente, oltre a dover seguire tutta una serie di progetti per dare la possibilità alle famiglie di interagire con le famiglie nella scelta dei menu.
I soci di parte pubblica (vale a dire il Comune di Cascina) hanno diritto per statuto di nominare la maggioranza degli amministratori e quello che fra di loro assumerà la qualifica e le funzioni di presidente. Già nel 2017, anche se non c’era un atto formale, la giunta aveva manifestato l’intenzione di andare verso una cessione delle proprie quote all’interno della società. La tabella di marcia prevedeva inizialmente di arrivare alla liquidazione della società nel 2019, intanto il Comune si attiva per vendere le proprie quote e fare cassa.
Una volta che il Comune avrà lasciato l’azienda (che ha avuto un ricavo di 35mila euro) il servizio verrà dato in appalto con un bando redatto con il criterio dell’offerta più vantaggiosa, a normativa europea.
Il consiglio comunale già l’anno scorso, sempre con decisione presa a maggioranza, aveva varato il piano di alienazione e di riorganizzazione delle società partecipate, secondo quanto previsto dalle norme di attuazione della riforma delle società partecipate. L’idea è di vendere le quote a un privato intenzionato a investire nello stesso settore della ristorazione. —
SABRINA CHIELLINI
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
