Gioco
Il finto smemorato chiede di andare a casa ma il ritorno in famiglia non sarà facile
I parenti della moglie vogliono che l’imprenditore non vada a Lajatico quando sarà dimesso dall’ospedale di Pisa
LAJATICO
Domenica in famiglia per la moglie e i quattro figli di Salvatore Mannino, detto Salvo, l’uomo di 52 anni, che ha architettato una clamorosa fuga, con tanto di ricerche condotte dai carabinieri e della polizia, in ambito internazionale, solo per scappare dalla suocera e dalla monotonia familiare. È quanto sostiene l’imprenditore ora che ha gettato la maschera, ha detto di avere ritrovato la memoria e ha confessato di essersi inventato tutto.
«Voglio tornare a casa, i medici hanno avuto tutto il tempo che volevano per capire se ho una malattia». L’uomo non vuole restare ancora a lungo nel reparto di psichiatria dell’ospedale Santa Chiara di Pisa da cui non può uscire liberamente. Fino a quando è rimasto nell’ospedale di Edimburgo, una clinica di medicina generale, Mannino non ha dato alcun segnale di cedimento. Lo avevano trovato svenuto nella cattedrale di Sant’Egidio dopo che lui aveva messo in scena uno svenimento e si apprestava a interpretare la parte dello smemorato. La carta di identità che si era portato dietro da casa l’aveva gettata in un cestino, non gli restava che dire che non sapeva che poche parole di inglese. I medici scozzesi non gli hanno mai creduto, anche se lo hanno valutato come paziente psichiatrico e in quella condizione è rimasto per quasi un mese. Fino a quando non è stato rintracciato e le autorità gli hanno dato un nome.
Ora i parenti di Francesca Serragoni, insegnante in una scuola superiore di Pontedera, vogliono che il falso smemorato non torni a casa, a Lajatico. Ormai è chiaro che Salvo voleva abbandonare la famiglia, stanco della convivenza con la suocera che dal 2010 si è stabilita a casa loro. E ieri la suocera, Sandra Bocelli, era con la figlia e i nipoti a passeggio nel giardino intorno a casa, approfittando di un debole sole e della lontananza del genero, autore di un pasticcio difficile da cancellare.
Gli psichiatri continuano a prendere tempo, anche se di amnesia dissociativa a questo punto non resta nemmeno l’ombra.
«Vedremo cosa fare quando i medici avranno fatto una diagnosi – ha detto più volte in questi giorni la moglie di Mannino – Salvo sostiene che abbiamo tutti bisogno di tempo».
Se la moglie continua ad essere molto legata al marito ex smemorato, i parenti le consigliano prudenza e la invitano a separarsi al più presto. Lei ogni giorno va in ospedale. All’uscita, l’altra sera, l’abbiamo incontrata ma non ha voluto parlare di quello che le sta succedendo.
Anche se il caso è risolto e molto probabilmente Mannino riuscirà ad evitare un processo penale, sebbene a suo carico siano stati ipotizzati i reati di procurato allarme, simulazione di reato e violazione degli obblighi di assistenza familiare, la famiglia è ancora sotto choc sebbene stia facendo di tutto per dimenticare il prima possibile. Uno dei figli di Mannino, Filippo, unico maggiorenne dei quattro, si è chiuso nel dolore e con gli amici ha mantenuto la riservatezza. Lo choc è stato grande. –
S. C.
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