Il Tirreno

Pontedera

Al Museo Piaggio evento della Tavola della Pace e della Cooperazione Presenti tanti studenti di Ipsia, Iti Marconi e Itcg Fermi di Pontedera 

Alla festa dell’accoglienza premiati i senegalesi di seconda generazione e il mediatore del Mali

A.Q.
Alla festa dell’accoglienza premiati i senegalesi di seconda generazione e il mediatore del Mali

la cerimoniaL’accoglienza in Valdera è fatta di storie. C’è quella del gruppo di ragazzi senegalesi di seconda generazione (nati in questa terra dopo che i genitori sono emigrati dai loro Paesi), i...

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la cerimonia

L’accoglienza in Valdera è fatta di storie. C’è quella del gruppo di ragazzi senegalesi di seconda generazione (nati in questa terra dopo che i genitori sono emigrati dai loro Paesi), i quali si sono riuniti in un’associazione per aiutare i connazionali più giovani con gli studi. C’è il migrante arrivato dal Mali attraverso un tragico viaggio della speranza e che, dopo aver studiato l’italiano, ha trovato lavoro come mediatore interculturale. E ci sono i ragazzi dell’Ipsia Pacinotti, dell’istituto Fermi e dell’Iti Marconi di Pontedera che intervistano i migranti per far emergere le loro vite e raccontarle all’opinione pubblica. Gli stessi studenti sono anche autori di una raccolta fondi consegnata a Rokhaya Kene Mbengue, moglie di Idy Diene, il venditore ambulante senegalese ucciso a Firenze.

Altre due storie di migrazione protagoniste convegno “l’immigrato della porta accanto”, al Museo Piaggio, nel corso del quale sarà assegnato il Premio “Facce nuove tra noi: buoni esempi d’inclusione”, giunto alla quinta edizione. Un appuntamento organizzato dalla Tavola della Pace e della Cooperazione che ha visto la partecipazione di studenti dell’Ipsia, dell’istituto Fermi e dell’Iti Marconi. «Queste iniziative servono – ha detto la preside dell’Ipsia, Maria Giovanna Missaggia – per far comprendere ai ragazzi l’importanza della memoria. Che non è fatta solo di grandi, tragici eventi. Ma anche di piccole storie che diventano fondamentali per mantenerne il ricordo e insegnare alle nuove generazioni cosa significa inclusione e accoglienza».

Dia Papa Demba, esponente di spicco della comunità senegalese, ha raccontato l’esperienza dell’associazione G2 fondata da giovani e giovanissimi nati a Pontedera da papà e mamme di origine senegalese. «Giovani che aiutano i più piccoli connazionali negli studi, convinti – come ha detto Papa Demba, ispiratore di questa iniziativa – che i ragazzi senegalesi devono andare a scuola e mai finire nei parcheggi». Ai ragazzi è andato uno dei due premi “Facce nuove tra noi. Buoni esempi di inclusione”.

L’altro è stato consegnato a Moussa Jiakite, 31 anni, originario del Mali, da tre anni in carico alla cooperativa sociale Arnera il quale, in brevissimo tempo, ha acquisito un ottimo livello di italiano, ha vinto una borsa di studio e sta divenendo autonomo, perché ha ottenuto un importante lavoro come mediatore linguistico e interculturale.

Protagonisti dell’evento anche gli studenti delle tre scuole superiori che hanno incontrato alcuni migranti pontederesi. «È stata una bella esperienza – ha detto Abdoulaye Diene, diciannovenne dell’Ipsia nel doppio ruolo di studente intervistatore e figlio di immigrati – Abbiamo compreso cosa pensano e a cosa aspirano le persone che lasciano il loro Paese per una vita migliore con l’obiettivo di farli conoscere ai cittadini».

Presente anche il sindaco di Bientina, Dario Carmassi, in rappresentanza dell’Unione Valdera. «Viaggiate – ha detto ai ragazzi – vi aiuterà a capire che i confini del mondo sono infiniti». —

A.Q.

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