Il Tirreno

Pontedera

infanzia violata 

Pedofilia, il 32enne poteva colpire ancora

SABRINA CHIELLINI

È il pericolo che ha spinto il giudice delle indagini preliminari a disporre i domiciliari per l’accompagnatore sugli scuolabus

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PONTEDERA

Grazie al servizio di accompagnatore che svolgeva sugli scuolabus delle elementari, l’uomo di 32 anni, arrestato in un comune della Valdera con l’accusa di violenza sessuale su minore e di altri reati dello stesso tenore, si era conquistato la fiducia del bambino di 9 anni del quale l’uomo è accusato di aver abusato. Ed è proprio per questo che il gip del tribunale di Pisa, per salvaguardare altri bambini, ha disposto nei confronti dell’accompagnatore la misura cautelare degli arresti domiciliari. Misura che i carabinieri hanno eseguito proprio mentre l’uomo si trovava vicino alla scuola. Ora che il 32enne è stato fermato e che le indagini sono in fase finale, si apprende che la Procura, nel chiedere la misura cautelare, si è preoccupata di salvaguardare le esigenze di tutela della collettività.

In sostanza, anche se finora non ci sono state altre denunce e casi accertati, non era più possibile tenere il volontario dell’associazione sugli scuolabus.

Andava fermato, visto che finora nessuno si era accorto dei comportamenti dell’uomo. Tra l’altro l’indagato, stando a quanto è emerso nelle fasi dell’indagine, proprio per questo suo modo di fare affabile e per il fatto che lui stesso ha un’invalidità, si era guadagnato una certa fiducia nell’associazione che gli aveva affidato il delicato compito di accompagnatore sul pulmino adibito al trasporto dei piccoli alunni. Qui, dunque, aveva conosciuto la sua vittima, aveva fatto amicizia con i suoi genitori per poi sottoporre il bambino – questa l’ipotesi dell’accusa – a violenze abituali, spesso erano punizioni per errori che il bambino faceva nello svolgimento dei compiti. Oppure una banale scusa per sottometterlo e soggiogarlo alla sua volontà. E lo stesso bimbo, che è vittima delle violenze, ha raccontato agli inquirenti e alla famiglia di essersi tenuto dentro quel segreto perché aveva paura di ulteriori ritorsioni da parte del volontario che tutti tenevano in grande considerazione.

Gli elementi raccolti da Procura e carabinieri sono stati tali che nel chiedere la misura hanno fatto leva sulla possibile reiterazione del reato da parte del giovane accompagnatore che, evidentemente, incontrava ogni giorno molti bambini.

Così dopo che i genitori hanno visto fermare il volontario c’è stata subito un’ondata di preoccupazione a cui il Comune non ha saputo dare risposte trincerandosi dietro il segreto dell’indagine.

Ora le famiglie vogliono precise garanzia del Comune sui controlli effettuati non solo sugli autisti degli scuolabus ma anche sui volontari a cui, tramite convenzione comunale, vengono assegnati compiti educativi o di vigilanza.

L’arrestato, da quanto è emerso, si è chiuso in un mutismo assoluto: domani sarà interrogato. Sebbene l’uomo abbia problemi personali riconosciuti, il giorno dell’arresto, quando ha visto arrivare i carabinieri, ha cercato di allontanarsi ma è stato bloccato. Era consapevole di quello che era successo nei mesi precedenti. –

SABRINA CHIELLINI

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