Il Tirreno

Pontedera

In tribunale 

Post diffamatori su Facebook Finisce a giudizio ex dipendente Asl

Secondo l’accusa, l’uomo aveva preso di mira un luogotenente dell’Arma e un sostituto procuratore Udienza a Genova 

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PONTEDERA

Ancora un processo, stavolta a Genova, per un 63enne di Peccioli. L'ex impiegato dell'Usl di Pontedera ieri è stato processato dai giudici di Genova per una serie di post giudicati diffamatori sul social network Facebook nei confronti di un maresciallo dei carabinieri di Pontedera e di un pm della Procura di Pisa.

Stavolta il capo d'imputazione è quello di avere inserito nel suo profilo Facebook una serie di commenti denigratori sull'operato dei carabinieri di Pontedera e del sostituto Procuratore di Pisa. Il processo si è tenuto a Genova proprio perché è coinvolto come parte lesa un magistrato di Pisa. Nel corso del processo sono stati sentiti come testi tre cittadini di Peccioli che ai post pubblicati dall’imputato avevano messo il pollice del "mi piace". I tre hanno spiegato di avere agito sui post dell'imputato solo a titolo di amicizia, ma di non avere condiviso le espressioni considerate offensive e addirittura uno di essi ha asserito di avere escluso dalla sua cerchia di amicizie social il conoscente quando si è reso conto della gravità delle affermazioni fatte. Durante l'udienza è stato ascoltato anche il comandante interinale dei carabinieri della stazione di Pontedera e la parte offesa che si è costituita parte civile. Il processo è stato rinviato al 2 aprile prossimo poiché la difesa ha insistito per l'esame del Pm di Pisa.

Una nuova udienza a carico della stessa persona si terrà domani presso il Tribunale di Pisa per un nuovo processo nei confronti del medesimo imputato. Al momento sono tre i processi in corso contro il pecciolese. Due a Pisa e uno a Genova. Il primo è stato stralciato siccome il coimputato, reo di avere condiviso sulla propria bacheca, un post diffamatorio ha patteggiato la pena, per cui il processo verrà nuovamente fissato con un solo imputato.

Il processo di domani a Pisa non è altro che una copia degli altri processi in quanto l'imputato ha sempre proseguito nelle azioni giudicate diffamatorie sfogandosi sul suo profilo Facebook. I fatti affondano le radici in una vicenda risalente al 2009 quando l'Arma di Pontedera lo indagò per atti persecutori nei confronti di una collega. L'impiegato Usl fu colpito da due misure cautelari e anche da un aggravamento con arresti domiciliari. Il primo processo è stato definito con la condanna nei tre gradi di giudizio. Un altro è tutt'ora in corso. —

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