Il Tirreno

Pontedera

il mondo della scuola 

In classe frutta per tutti il caso merende è risolto

S. C.

Dopo il rifiuto delle insegnanti di far mangiare cracker e biscotti a scuola per la presenza di bambini allergici, ecco la svolta che riporta la serenità

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BIENTINA

I genitori dei bambini che frequentano la scuola dell’infanzia a Bientina entrano alla spicciolata, nell’ultimo lunedì di settembre, giorno in cui è stato completato l’inserimento dei più piccoli. Il caso merendine è risolto e, a guardarla bene, tutta la storia fa un po’sorridere. Il Comune dalla prossima settimana distribuirà la frutta e i bambini la mangeranno durante la mattina al posto dei creckers. In questi giorni saranno distribuiti succhi di frutta. A mancare, stando ai commenti dei genitori, è stato un pizzico di buonsenso sui cracker da mangiare in classe e sul riposino, che è sempre stato garantito a generazioni di bambini. Per i 27 alunni che rischiavano di restare senza merende, ieri, è arrivato il succo di frutta, acquistato direttamente dal rappresentante di classe con il fondo cassa dei genitori. Nei prossimi giorni potranno mangiare frutta. Nel lunedì della svolta sul caso merendine alla scuola dell’infanzia dell’istituto comprensivo Iqbal Masih di Bientina i genitori sono piuttosto tranquilli. Quando sembrava che si navigasse nell’incertezza, con genitori infuriati, insegnanti decise a non consentire di far mangiare ai bambini cibo portato da casa per paura di allergie, la dirigente scolastica che annuncia querela (si è rivolta già a un legale) contro chi l’ha offesa su Facebook, è proprio la preside Sandra Fornai a dare nuova fiducia.

«Siamo rimasti sorpresi da questa novità su merende e riposino – dice Jessica Felloni – i bambini devono poter mangiare qualcosa durante la mattina ma alcune insegnanti chi hanno detto che c’era questo divieto. Così la questione è diventata pubblica».

«L’emergenza è passata – spiega Miriam Tamburi – e sinceramente non abbiamo ancora capito che ha messo in atto questa disposizione. C’è stato detto che per il momento i bambini potranno mangiare frutta o avere succhi di frutta. Questo garantisce i bimbi che soffrono di allergie a determinati cibi. Vediamo cosa faranno in questi giorni».

Un rumore eccessivo? «Ancora non siamo riusciti a capire di chi sia stata l’iniziativa – dice Sandro Stamerra – forse è mancata la comunicazione con la dirigente. Le insegnanti hanno informato i genitori in maniera netta, così poi è nato il problema. Le regole esistono, è vero, ma il buonsenso non deve mai mancare. Comunque, ora sembra che il caso sia superato».

Davanti al cancello della scuola dell’infanzia, con pareti gialle e giardino ben curato, c’è anche chi sostiene che qualcuno da dietro le quinte abbia soffiato sulla polemica dei genitori.

«Mi pare una polemica esagerata – dice un altro genitore, Jacopo Mannucci – stiamo a parlare di un biscotto e di un cracker, forse si potevano evitare tante chiacchiere».

«Ho fiducia nella scuola – è di poche parole Monica Bertini – non ho molto da aggiungere».

«Ci fa piacere che la situazione stia rientrando nella normalità, da oggi saranno distribuiti i succhi di frutta», aggiunge Enrico Criscuolo.

«Il succo di frutta, almeno per oggi (ieri ndr), lo compro io, come rappresentante di classe, dopo avere sentito i genitori sul gruppo che abbiamo su Whatsapp – conclude Raffaele Corrieri – è stato sollevato un polverone troppo grande, sia sulla merenda che sul dormitorio. C’è la soluzione con il progetto frutta, speriamo che sia utile a chiudere il caso». –

S. C.



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