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«Un errore trasformare la zona della stazione in una nuova apartheid»
PONTEDERAI problemi del quartiere della stazione rimangono in primo piano. Fabiola Toncelli e Andrea Paolucci, consiglieri comunali del Movimento Cinque Stelle, intervengono dopo aver appreso che...
PONTEDERA
I problemi del quartiere della stazione rimangono in primo piano. Fabiola Toncelli e Andrea Paolucci, consiglieri comunali del Movimento Cinque Stelle, intervengono dopo aver appreso che sarebbe stata lanciata l’idea di una raccolta firme per opporsi al trasferimento dell’associazione culturale senegalese Ahmadou Bamba a palazzo Rota.
«Non si comprende il motivo – spiegano i due consiglieri – per cui ad un’associazione che opera sul nostro territorio da quasi quindici anni dovrebbe essere impedito di trasferire la propria sede dove più ritiene opportuno, esattamente come qualunque altro privato cittadino o associazione; ritenere che il ripristino e il mantenimento della legalità, del decoro urbano e della sicurezza dei cittadini possano passare per simili iniziative (la raccolta di firme, ndr) non fa che confermare la scarsa preparazione e la mediocrità culturale di determinati elementi che strumentalizzano una situazione di effettivo disagio e degrado (particolarmente avvertito e a più riprese giustamente denunciato dagli abitanti della zona stazione) mettendo in campo risposte fasulle che, oltre ad essere illegittime, sono perfino deleterie e antitetiche rispetto a quello che dovrebbe essere l’obiettivo da perseguire».
Secondo Toncelli e Paolucci, la ricetta deve essere un’altra: «Rispetto della legalità, controlli capillari, repressione del crimine, lotta al degrado e nessuna indulgenza nei confronti di chi rende invivibile la nostra città; massimo rispetto e considerazione per chi cerca di integrarsi, lavora, paga le tasse e vive onestamente; questa è la Pontedera che abbiamo in mente. Gli adolescenti di oggi condividono con chi è arrivato da lontano non soltanto i banchi di scuola, ma anche gli stessi sentimenti, le stesse passioni, gli stessi obiettivi. Chi pensa che, istituendo una nuova apartheid, mettendo a tacere il pensiero altrui, anche simbolicamente, spostandolo altrove, ha studiato poco e capito ancor meno». –
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