Toscana
Ex Gozzini, quasi terminata la rimozione dell’amianto
Prevista una destinazione residenziale, direzionale e commerciale per l’area La sindaca di Santa Croce: «Dovremo comunque creare anche delle zone verdi»
SANTA CROCE SULL’ARNO
Procedono spediti verso le battute finali i lavori di risanamento dell'area ex Gozzini, giunti ormai alla terza fase della rimozione dell'amianto che sarà conclusa entro il 2018.
«Una bella soddisfazione» la definisce la sindaca Giulia Deidda, che gurdando i resti dell'enorme immobile che costeggia tutta via Curtatone e Montanara, residuo di una gloriosa storia industriale ormai relegata in altre aree della città, dice: «Si configura come uno degli impegni politici più importanti di questa giunta».
Circa 150mila euro per completare le fasi uno e due, in cui i quasi 12.600 metri quadri in amianto sono stati eliminati e smaltiti progressivamente a partire dalle porzioni più esterne della “cittadella Gozzini”, quelle più vicine alle case, fino all'ultimo investimento: altri 140mila euro per l'ultima bonifica, quella degli edifici più interni. Soldi che il Comune spera di recuperare un giorno dalla vendita all'asta dell'area, per la quale il regolamento urbanistico prevede una futura destinazione direzionale, residenziale ed in parte anche commerciale. Ma non solo.
«Sarà necessario fare una riflessione su un eventuale alleggerimento dell'area, magari con la creazione anche di alcune parti a verde – dice la sindaca – Quest'area ha bisogno di una nuova vita: siamo chiaramente in un terreno di connessione, a due passi ci sono l'Arno, la piscina, il centro storico, le scuole medie. Lo sviluppo del quartiere passa inevitabilmente da qui».
A dare man forte a possibili alleggerimenti dell'area dai tantissimi volumi che vi insistono, viene anche la possibilità, concessa in casi come quello dell'area ex Gozzini, di una perequazione urbanistica, stumento che permette ai Comuni di trasferire i diritti edificatori da un'area ad un'altra.
«Stumento formidabile – continua Deidda – Che dovrà comunque essere utilizzato d’accordo con chi si prenderà questo spazio. La nostra porta è sempre stata aperta a tutti gli attori che fino ad ora si sono affacciati per parlare del futuro di questo quartiere. Si tratta di un risultato importante che testimonia come questa amministrazione abbia lavorato concretamente per tutelare la salute e la sicurezza pubblica, intervenendo senza indugi anche in casi complessi come questo che ricordiamo essere un’area privata sottoposta a procedura fallimentare».
I lavori della terza fase sono eseguiti dalla ditta Ideal Montaggi Srl, di Altopascio, sotto la direzione dell’ingegnere Dario Pagni. Accanto all’impegno diretto nella rimozione dell’amianto continua anche la partecipazione al tavolo amianto della Regione Toscana rivolto a studiare procedure e azioni con l’obiettivo di agevolare gli interventi pubblici e privati. —
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