Attenzione
La Lega porta a Roma l’ampliamento della Tecnoambiente
Interrogazione parlamentare della deputata Legnaioli «Vogliamo accertare la correttezza delle procedure»
PONTE A EGOLA
Arriverà perfino sui banchi del Parlamento il caso di Tecnoambiente, l’azienda di trattamento rifiuti, con sede a Ponte a Egola, intenzionata ad ampliare la propria attività con la costruzione di un nuovo fabbricato. Una prospettiva che spaventa i cittadini e soprattutto gli imprenditori conciari della zona industriale di Pruneta, preoccupati dalle possibili ricadute del progetto sia a livello di impatto ambientale e di emissioni in atmosfera, sia per il traffico che andrebbe a gravare su Ponte a Egola e sulla sua zona produttiva. Da qui la decisione della Lega di portare la questione fino a Roma, attraverso un’interrogazione parlamentare ai Ministri dell’Ambiente e della Salute presentata venerdì dalla deputata Donatella Legnaioli che è anche assessore a Cascina nella giunta guidata da Susanna Ceccardi.
«L’obiettivo – spiega la deputata leghista – è quello di accertare la correttezza delle procedure seguite nel progetto di costruzione del nuovo fabbricato industriale di Tecnoambiente».
Nei mesi scorsi, infatti, l’azienda ha ottenuto dal Comune di San Miniato il permesso di costruire un nuovo fabbricato industriale, con una superficie lorda di 2975 metri quadri, versando gli oneri di urbanizzazione previsti. Da quel momento sono iniziati una serie di passaggi per il via libera all’impianto, finalizzato secondo l’azienda a ridurre la pericolosità e il potenziale inquinante dei rifiuti speciali trattati. Progetto che già a maggio aveva ottenuto il disco verde dalla Regione con la Valutazione d’impatto ambientale, in attesa adesso dell’Autorizzazione integrata ambientale (Aia) ancora in via di ottenimento.
È su questo passaggio che un gruppo di imprenditori della zona conta di poter stoppare l’iter, decisi a presentare un ricorso Tar che faccia leva leva sulla quantità e la varietà dei rifiuti trattati, nonché sui problemi di maleodoranze verificatosi negli ultimi anni, come ricordato anche dal sindacato Ugl che subito si è fatto portavoce della protesta.
«C’è preoccupazione per la tutela della salute – riprende Legnaioli – Cittadini e imprenditori hanno già manifestato la loro contrarietà a questo ampliamento. Non parliamo di un’azienda che produce caramelle, ma che si occupa di smaltimento e inertizzazione di rifiuti. Peraltro, desta più di qualche perplessità la notizia diffusa da organi di stampa locale secondo cui Tecnoambiente avrebbe partnership con la società consortile cooperativa di raccolta e trasporto di rifiuti Modus, il cui presidente del consiglio di amministrazione è il figlio del sindaco di San Miniato».
Nessuna replica, per il momento, dai diretti interessati. «In settimana ne parleremo tutti assieme e valuteremo se e come rispondere», dice Gionata Bertini della Tecnoambiente.
«Non ho niente da dire – gli fa eco Francesco Gabbanini, figlio del sindaco – Più che essere corretti e onesti c’è poco da aggiungere». –
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