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Enel Green Power nomina Taccone responsabile al supporto tecnico

Enel Green Power nomina Taccone responsabile al supporto tecnico

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LARDERELLO. La geotermia è green, ma è anche sempre più pink: Romina Taccone, infatti, è la nuova responsabile del Supporto tecnico operation & maintenance della geotermia di Enel Green Power. Un ruolo importante che consiste nel curare e seguire tutti i processi dell’attività geotermica a supporto dell’attività operativa, gli iter autorizzativi e i rapporti tecnici con gli enti.

Romina Taccone, classe 1976, nata e cresciuta nelle terre geotermiche, residente a Castelnuovo Valdicecina, sposata e madre di due bambine, è laureata in chimica ambientale all’Università di Siena e ha poi conseguito un executive master in “Technology and Innovation Management” alla Bologna Business School all’Università di Bologna.

Assunta in Enel Green Power nel 2002, fino al 2004 ha lavorato all’Unità laboratori di Larderello come tecnico specialista, successivamente ha seguito il progetto di eccellenza operativa denominato “Quasar” per alcune centrali toscane, nel 2006 è diventata responsabile del Team cementi e fluidi presso l’Unità drilling perforazioni di Larderello e nel 2014 è stata nominata responsabile dei Laboratori operation & maintenance di Larderello. Dall’estate 2018 il nuovo incarico che la vede muoversi tra Pisa, Larderello e le aree geotermiche della Toscana come riferimento per tutta l’attività geotermica di Enel Green Power.

Una nuova avventura, ricca di opportunità e responsabilità, che conferma anche l’attenzione di Enel Green Power per la leadership femminile e l’impegno per valorizzare i talenti che sviluppano competenze all’interno dell’azienda.

Intanto l’incontro tra Enel Green Power e sindaci delle aree geotermiche è stato posticipato al 2 ottobre su richiesta proprio di alcuni sindaci che non potevano essere presenti alla riunione accordata dalla società per ascoltare le rimostranze delle aziende dell’indotto. Il problema riguarda le commesse di Enel alle imprese per la manutenzione degli impianti.

«Sempre meno soldi a disposizione, ma anche poca “protezione” per le aziende dei territori geotermici toscani, come invece dovrebbe essere in base agli accordi presi. Per questo vogliamo spiegazioni dalla dirigenza», dicono i sindaci. –


 

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