Sicurezza
«Il pronto soccorso così non va posti letto per cure intermedie»
Il sindaco Millozzi interviene sul sovraffollamento e chiede interventi rapidi a partire dai pazienti in codice verde da indirizzare subito alla Casa della salute
PONTEDERA
Le proteste dei cittadini per le lunghe attese al pronto soccorso e le immagini delle barelle stivate negli stretti corridoi dell’area dell’emergenza, pubblicate da “Il Tirreno” nei giorni scorsi per documentare i molteplici problemi, non sono passate inosservate.
Il sindaco di Pontedera, Simone Millozzi, spiega di essersi attivato con il direttore dell’ospedale Lotti, Renato Colombai, per chiedere che vengano risolte alcune criticità. «Diciamo subito che le foto dei pazienti nei corridoi unite alle proteste raccontano situazioni che non vanno bene», ammette Millozzi.
«Dopo un colloquio con il direttore dell’ospedale sono stato rassicurato sul fatto che da lunedì torneranno ad essere a disposizione i posti letto che erano stati soppressi durante l’estate per consentire al personale di fare le ferie».
Ma gli aspetti da rivedere sono più di uno.
«Da tempo chiediamo che vengano attivati dei posti letto da riservare alle cure intermedie – dice Millozzi –: questo dovrebbe consentire di alleggerire il pronto soccorso».
Finora la Casa della salute, che si trova a due passi dal Lotti, non ha avuto numeri, in termini di affluenza, interessanti. «I codici verdi, quelli di minore gravità, dovrebbero essere indirizzati subito alla Casa della salute. Su questo il personale del triage potrebbe fare maggiore opera di informazione», prosegue Millozzi.
C’è poi un aspetto che da anni salta fuori ogni volta che si parla di grande affluenza al Lotti, ma che non viene mai risolto.
«Dalla zona del Cuoio, che è in un’altra Asl – dice Millozzi – arriva un 10-15% di utenti che invece dovrebbero fare riferimento all’ospedale di Empoli. Dobbiamo affrontare il tema della compensazione economica per questi utenti».
Insomma, le risorse e il personale non sono calibrati per fare fronte anche agli utenti che dovrebbero andare a Empoli.
«Inoltre, per rispondere al sindaco di Volterra, Marco Buselli – conclude Millozzi – i dati di cui sono a conoscenza dicono che da Volterra arrivano a Pontedera pochi cittadini che chiedono cure per problemi che vengono considerati da codice verde, quindi che non sono gravi, evidentemente i cittadini continuano a fare riferimento al pronto soccorso volterrano».
L’Asl, ogni volta che il pronto soccorso di Pontedera va in affanno e i cittadini protestano – a chi ha genitori anziani sarà capitato, più di un volta, di rimanere nel corridoio del Lotti anche per un giorno e mezzo – tira fuori numeri che sono impressionanti. E anche in questa occasione al sindaco di Pontedera, che chiedeva spiegazioni sui disagi, è stato detto che nei mesi estivi al pronto soccorso sono arrivati complessivamente «circa mille utenti in più rispetto alla media degli altri anni».
Ma, evidentemente, l’organizzazione del lavoro, che tiene conto dei budget imposti dall’azienda sanitaria, non viene mai rivista. Sono anni, da quando è stato attuato il modello di ospedale per intensità di cura, da quando sono stati ridotti i giorni di degenza, da quando sono stati dettati i tempi delle dimissioni (tutte decisioni calate dall’alto) che i problemi lamentati dai cittadini sono sempre gli stessi. Neppure le proteste degli infermieri, costretti a turni di lavoro stressanti, hanno avuto ascolto. –
S. C.
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