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Assalto in casa con richiesta di soldi «Autori riconosciuti dalle vittime»
PISA«Un’aggressione in casa, con perquisizione per cercare soldi nelle tasche. “Volevano il 35 per cento sugli appalti ottenuti” così dissero nella denuncia. Facemmo un riscontro fotografico e i...
PISA
«Un’aggressione in casa, con perquisizione per cercare soldi nelle tasche. “Volevano il 35 per cento sugli appalti ottenuti” così dissero nella denuncia. Facemmo un riscontro fotografico e i volti vennero riconosciuti dai tre pakistani».
È stato il giorno del maresciallo che ha seguito le indagini nel processo per tentata estorsione e tentata rapina a carico di un ingegnere di Pisa, Massimo Celestino, difeso dall’avvocato Silvia Davini e un artigiano, Luca Luppichini, 40 anni, assistito dall’avvocato Gianmarco Romanini. Rispondendo alle domande del pm Giovanni Porpora, il teste ha riferito della denuncia fatta dai pakistani, impiegati nell’edilizia, per l’episodio avvenuto il 26 ottobre 2010 a Cascina in via della Torre. «I pakistani ci riferirono di tre persone entrate in casa conosciute con i nomi di Massimo e Luca – ha proseguito il sottufficiale –. Quando gli abbiamo sottoposto le foto hanno riconosciuto Celestino e Luppichini. In denuncia dissero che i tre vennero minacciati e picchiati dai tre che pretendevano almeno il 35 per cento degli incassi dei loro appalti». Nell’ultima udienza la vittima dell’assalto riferì che i tre lo avrebbero minacciato di tagliargli le dita per poi picchiarlo e prenderlo a calci. —
P.B.
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