Il dolore
Cade sul marciapiede e denuncia il Comune «C’era una buca»
Pensionato aveva chiesto i danni all’assicurazione la risposta è stata negativa e lui è andato dai carabinieri
NAVACCHIO
È di pochi giorni fa la notizia di un ciclista di 60 anni, che dopo una violenta caduta dalla bicicletta, in via Bruno Genovesi, è finito in prognosi riservata, ricoverato all’ospedale di Cisanello. E la famiglia, intenzionata a chiedere i danni al Comune, ritiene che l’incidente sia da imputare al fondo dissestato della strada.
Mentre questa vicenda è tutta da capire, al Comune è stata recapitata una querela presentata da un cittadino che nel giugno scorso, mentre camminava, vicino all’ufficio postale di Casciavola, è caduto.
L’uomo sostiene che l’incidente di cui è stato, suo malgrado, protagonista è stato provocato da un avvallamento del marciapiede e, di conseguenza, chiede di essere risarcito, visto che ha sostenuto 1.200 euro di spese mediche anche se inizialmente, in seguito alla caduta, aveva avuto una prognosi di pochi giorni.
Alla prima richiesta di attivare la compagnia assicurativa del Comune è seguito un accertamento disposto dagli uffici comunali che, a differenza di quanto chiesto dal cittadino, non ravvisano una situazione tale di pericolosità del marciapiede in questione. E quindi respingono al mittente la richiesta di un risarcimento. L’infortunato, che avrebbe potuto insistere con una richiesta risarcitoria in sede civile, si è rivolto ai carabinieri di Navacchio e ha presentato un esposto-querela, puntando il dito contro le responsabilità del Comune. Una storia che sta facendo parlare negli uffici comunali in quanto secondo alcuni sta diventando un caso politico anche se, come succede in molti altri Comuni, le richieste di questo genere sono costanti nel tempo e sempre abbastanza numerose. E così molto spesso i cittadini vengono “rimbalzati” da una parte all’altra da uffici e compagnie assicurative che farebbero di tutto per non mettere mano al portafoglio.
Nel caso specifico, nelle scorse settimane, anche la polizia municipale avrebbe fatto un sopralluogo nella strada e sul marciapiede “incriminati” non ravvisando gli estremi per riconoscere quando esposto dal cittadino. La parola passa ora agli avvocati. –
S. C.
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