Il Tirreno

Pontedera

Parrucchieri e centri estetici salvano i numeri del commercio

SABRINA CHIELLINI

Nei primi sei mesi aperti 5 pubblici esercizi e 12 attività Ma non mancano fondi sfitti e saracinesche abbassate

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PONTEDERA

Il colpo d’occhio per chi attraversa corso Matteotti, il salotto buono della città della Vespa, così come le strade vicine, non è incoraggiante. Le saracinesche abbassate, i fondi che sono sfitti, le vetrine tappezzate di carta, raccontano di un centro che lentamente sta perdendo il suo appeal dal punto di vista commerciale.

Dopo le ferie estive alcuni commercianti non hanno riaperto, come è successo per il punto vendita Originals Marines in corso Matteotti, o per la storica pescheria di via Gotti Costa Azzurra, di Sergio Bellucci. Altri, come il negozio di fiori in Piazza Martiri della libertà, avevano già chiuso e altri ancora, come Glitter di via Gotti, hanno organizzato svendite per cessazione attività.

Una morìa di attività che non passa sotto traccia, anche se è un fiorire di negozi di parrucchieri e non mancano le nuove aperture dedicate al food. I negozi storici, lentamente e per mancanza di un ricambio generazionale, ormai si contano sulle dita della mano. E altri commercianti di lungo corso sono pronti a vendere la propria attività per andare in pensione.

Il commercio insomma dà l’impressione – è così ormai da alcuni anni – di soffrire la crisi dei consumi e forse anche un senso di sfiducia che colpisce la categoria. Gli affitti sono alle stelle e i proprietari preferiscono lasciare i fondi deserti, come è successo per anni alla galleria commerciale della Coop, piuttosto che scendere a compromessi. Sarà anche una questione di percezione, come succede per la sicurezza, ma la fotografia di vetrine spente (come in via Roma) e fondi con la scritta “Affittasi” o “Vendesi” non è incoraggiante.

Eppure l’assessore alle attività produttive e vicesindaco, Angela Pirri, dati alla mano, è pronta a smentire chi vede la situazione a tinte fosche. «Le cose non sono così tragiche – dice – L’anno nero per il commercio è stato il 2011, ma poi i numeri parlano di un turn over abbastanza costante». C’è chi chiude e chi, invece, viene a investire a Pontedera anche se poi, sempre più spesso, non vuole sentire parlare di spendere anche solo poche decine di euro per accendere le luci di Natale, per organizzare iniziative in occasione della Festa del commercio o della Notte bianca.

«Nei primi sei mesi dell’anno ci sono state 17 aperture di attività commerciali e 5 di pubblici esercizi – spiega – hanno chiuso 12 attività commerciali e 3 pubblici esercizi. Anche se di poche unità il bilancio è positivo. Direi che dal 2014 in poi il trend è sempre in crescita. I numeri, anche se non ho a disposizione un report aggiornato, dicono che parrucchieri e centri estetici-benessere non conoscono la crisi. Direi che vanno alla grande». E in effetti i parrucchieri a Pontedera aprono attività in continuazione per effetto della liberalizzazione delle licenze.

«Effettivamente il 2011 è stato l’anno nero, c’erano state 70 chiusure. All’inizio del 2012 c’erano nel comune 754 esercizi commerciali e 140 esercizi che fanno somministrazione di alimenti».

Alla fine del 2017 sono stati censiti 739 esercizi commerciali e 162 quelli che fanno somministrazione di alimenti. Entro la fine del 2018 verranno aperte cinque nuove botteghe dopo il bando che dava 2. 500 euro a ogni nuova apertura.

«L’ideale – conclude il vicesindaco Pirri – sarebbe riportare nel centro le botteghe, come era un tempo al posto dei franchising». –

SABRINA CHIELLINI

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