Il Tirreno

Pontedera

lotta al degrado 

Manca la manutenzione al parcheggio del Cencione

GIACOMO PELFER
Manca la manutenzione al parcheggio del Cencione

Carlo Corsi, consigliere comunale di Forza Italia: «E pensare che dovrebbe essere il biglietto da visita per i visitatori che arrivano nel centro storico di San Miniato» 

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SAN MINIATO

Dovrebbe essere la porta d’accesso al centro storico. Il luogo perfetto dove parcheggiare e ritrovarsi in un attimo nel cuore della città antica. Così era stato pensato il parcheggio del Cencione, a San Miniato, con il suo voluminoso ascensore aggrappato alla collina. Un’infrastruttura dalle velleità turistiche, ma che ancora oggi risulta quasi introvabile per chi non è pratico di San Miniato, senza alcuna indicazione per chi sale verso il capoluogo, ad accezione di un anonimo cartello di parcheggio che non fa assolutamente menzione dell’esistenza di un impianto di risalita. Una pecca vistosa, che fa il paio con un senso di trascuratezza generale e con la necessità di qualche manutenzione in più.

A dirlo è il consigliere comunale Carlo Corsi (Forza Italia) puntando il dito sulle condizioni di un’infrastruttura strategica «che ormai – dice – è diventata un pessimo biglietto da visita della città».

Sotto accusa ci sono prima le condizioni dei lampioni, spenti quasi per metà, specie nella parte di parcheggio con sosta gratuita, quella più distante dall’ascensore.

«Per tutto il periodo estivo – fa notare Corsi – la parte di parcheggio con le strisce bianche ha avuto un solo lampione funzionante. Nella parte a pagamento, invece, alcuni lampioni sono ricoperti da una vegetazione che cresce rigogliosa. Mi chiedo come sia possibile che nessuno dei nostri amministratori si sia mai accorto di niente in questi mesi. Pochi giorni fa, se non altro, il Comune ha provveduto a sistemare l’asfalto lungo la strada di accesso, ma solo perché si era creato un pericoloso “scalino”. Per il resto il parcheggio è degradato». A dimostrarlo, secondo il consigliere, sono anche le staccionate divelte lungo la parte sterrata dell’area di sosta, così come i mattoni sconnessi ai piedi del Bastione, nonché gli escrementi di piccioni negli spazi adiacenti all’ascensore. –

GIACOMO PELFER

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