Cittadini si ritrovano a cena dopo la chiusura della Tinaia
E la sindaca arriva con una sorpresa: «La prefettura ha revocato la convenzione» Gli abitanti soddisfatti della battaglia che conducevano da due anni e mezzo
CASCINA
«Vogliamo ringraziare chi ci è stato vicino in questi due anni e lo facciano a modo nostro, con semplicità, organizzando una cena tra amici». Antonio Pucciarelli è uno dei cittadini che per circa due anni e mezzo ha seguito le vicende del centro di accoglienza per migranti, allestito in fretta e furia, in nome dell’emergenza profughi, nell’agriturismo “La Tinaia”, in via Santa Maria Sud, senza prima avere informato i cittadini della zona. Centro che ha chiuso i battenti pochi giorni fa, dopo che la prefettura ha preso atto che la gestione del centro non era in linea – sono emerse infatti gravi inadempienze contrattuali – con quanto previsto dalla convenzione siglata dal gestore, Cesare Merciai, legale rappresentante della società “Oltreilmare” e la prefettura stessa che peraltro l’aveva rinnovata più volte.
E così l’altra sera, insieme alla zuppa e alla pappa al pomodoro, piatti semplici della tradizione toscana, c’è stato spazio anche per un brindisi con le bollicine e per il saluto della sindaca. «Dopo la chiusura temporanea del centro ora abbiamo anche la revoca della convenzione». Due anni di proteste, denunce, segnalazioni, ispezioni ministeriali, visite della commissione parlamentare di inchiesta sui centri accoglienza per migranti, cadute nel vuoto anche quando era palesemente emerso che le condizioni di vita dei migranti assegnati al centro nella campagna di Santo Stefano a Macerata non erano delle migliori. Il Comune aveva presentato per questo anche un esposto in Procura a Pisa. Ora che la prefettura ha preso atto delle condizioni igieniche precarie della struttura, dove vivevano 41 stranieri, ma in passato ce ne sono stati anche più di 100, i cittadini hanno voluto ringraziare l’amministrazione comunale di centrodestra e la sindaca leghista, Susanna Ceccardi, per l’impegno. Alla cena sotto le stelle, sul prato, nel silenzio della campagna, la sindaca è arrivata con una sorpresa. E quando i cittadini le hanno chiesto se la chiusura della Tinaia poteva considerarsi un risultato destinato a durare nel tempo, la sindaca spiegato che proprio nel pomeriggio aveva ricevuto rassicurazioni in questo senso. «Dalla prefettura mi hanno comunicato che la convenzione è stata revocata», ha detto tra gli applausi. Gli abitanti di via Santa Maria fin dall’inizio hanno fatto sentire la loro voce, considerando del tutto sbagliata la scelta di portare così tanti migranti in una piccola zona di campagna, senza servizi, negozi. «Non è così che si ottiene l’integrazione – hanno detto più volte – questo è solo un modo di fare soldi sulla pelle di migranti. Il business dell’accoglienza». Alla cena, insieme a un gruppo di cittadini, erano presenti anche l’assessore e deputato Edoardo Ziello, il vicesindaco, Dario Rollo, il capogruppo della Lega in consiglio comunale, Daniele Funel, i comandanti dei carabinieri, Mauro Dal Canto e della polizia municipale, Paolo Migliorini. «Alla fine ci hanno ascoltato... I nostri figli non potevano più uscire di casa con tranquillità. I ragazzi del centro erano sempre in giro con le loro biciclette, qualcuno faceva i bisogni dove capitava, stavano chiusi lì tutto il giorno senza fare niente, pochi andavano a lavoro. Una situazione non facile». La vicenda della Tinaia resta ancora aperta per i contenziosi esistenti davanti al Tar della Toscana visto che il Comune ha emesso due ordinanze che devono essere ancora discusse nel merito. La proprietà, che ha affittato l’agriturismo per circa 5mila euro al mese, si ritrova con un edificio devastato, bagni da ricostruire, pareti con infiltrazioni d’acqua, cucine danneggiate, giardino lasciato nel totale abbandono. –
S. C.
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