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Pontedera

L’inchiesta 

Uccise un senegalese a Firenze chiesto il giudizio immediato

S.C.
Uccise un senegalese a Firenze chiesto il giudizio immediato

Roberto Pirrone è accusato di omicidio volontario aggravato dai futili motivi Secondo la perizia era capace di intendere e di volere al momento del fatto

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PONTEDERA

La procura di Firenze ha chiesto il giudizio immediato per Roberto Pirrone, l'ex tipografo che il 5 marzo scorso sul ponte Vespucci di Firenze uccise a colpi di pistola il venditore ambulante senegalese Idy Diene. La richiesta stata avanzata dal pubblico ministero Giuseppe Ledda al gip Alessandro Moneti. Il reato contestato omicidio volontario aggravato dai futili motivi. Pirrone venne arrestato subito dopo il fatto e raccontò alla polizia di essere uscito di casa armato con l'intenzione di suicidarsi per problemi economici, ma poi di aver cambiato idea, decidendo di sparare a un passante a caso in modo da andare in carcere e non gravare pi sulla famiglia. Secondo una perizia psichiatrica, disposta dal gip con incidente probatorio, al momento dell'omicidio Pirrone sarebbe stato capace di intendere e di volere, sebbene affetto da disturbo depressivo e caratterizzato da una personalità evitante e passivo aggressiva. L'ex tipografo è in carcere dallo scorso 5 marzo, da quando ha sparato all'ambulante senegalese che abitava a Pontedera.

Quello di Idy Diene è stato un omicidio che ha scosso Firenze e tutta la Toscana.

Diene era un ambulante molto noto, che da una ventina d'anni lavorava nelle strade della città e come tanti altri venditori ambulanti faceva la spola tra la Valdera e il capoluogo della Regione.

Pirrone, fin dai momenti successivi all’arresto, ha detto di averlo scelto a caso, dopo essere uscito dalla sua abitazione con l'intenzione di suicidarsi a causa di problemi economici. Stava male per quella situazione e se l’è presa con il primo che ha avuto a portata di mano. Non ha avuto il coraggio di compiere quel gesto e così ha scelto una vittima tra i passanti: questa è la sua versione.

Prima di centrare l'uomo africano con tre colpi di pistola, però, ha scartato altre potenziali vittime, più giovani e in alcuni casi italiane. Poche ore dopo l'omicidio c'era stata una manifestazione improvvisata da un gruppo di immigrati senegalesi partita dal ponte Vespucci e arrivata a Palazzo Vecchio. Mentre il sindaco di Firenze riceveva una delegazione la rabbia e il dolore hanno portato alcuni manifestanti a rompere le fioriere di via Cerretani e a sfogarsi sulle recinzioni dei cantieri della stazione. Ci sono state polemiche, la comunità senegalese ha poi fatto una raccolta fondi per ripagare le fioriere.

In seguito a questo delitto c'è stato un altro grande corteo per ricordare Idy e dire no al razzismo. In strada erano scese 10 mila persone. Il 14 marzo Firenze aveva dichiarato invece il lutto cittadino per Idy. Anche Pontedera era rimasta addolorata dalla tragica fine del venditore ambulante la cui famiglia ha ricevuto un primo risarcimento di 20mila euro dalla Regione Toscana. —

S.C.

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