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La Provincia chiude il ponte e fa arrabbiare la gente di Isola

GIACOMO PELFER Altro servizio a pag. 5
La Provincia chiude il ponte e fa arrabbiare la gente di Isola

Proteste nella frazione: «Non siamo stati avvertiti, potevano fare un’assemblea» L’attraversamento dell’Elsa non è sicuro. Lo stop rende difficili i collegamenti

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SAN MINIATO

Per chi era abituato a passarci sopra, la notizia non è stata poi così sorprendente: quel ponte, da tempo, non trasmetteva certo un aspetto di stabilità e sicurezza. A sorprendere è piuttosto il cambio repentino di atteggiamento. «Più di una volta, anche nella Consulta, avevamo chiesto se il ponte non avesse bisogno di manutenzione – raccontano i cittadini di Isola – ma ogni volta ci veniva risposto che era tutto sotto controllo».

Dal primo pomeriggio di ieri, invece, sul ponte di Isola non si passa più, neanche a piedi, da quando l’ultimo sopralluogo ha convinto i tecnici della Provincia di Pisa (proprietaria della strada) a transennare tutto. Un sopralluogo scaturito dalle direttive emanate dal Ministero delle Infrastrutture dopo il crollo del ponte Morandi a Genova. Impossibile, quindi, superare l’Elsa dalla frazione sanminiatese per raggiungere Marcignana, lo svincolo FiPiLi di Terrafino e il resto del territorio empolese. Una decisione che ha mandato su tutte le furie i cittadini di Isola, frazione da sempre proiettata verso Empoli e per la quale quel ponte rappresentava, fino a ieri, il primo e più rapido collegamento col territorio circostante.

«Per andare verso Bassa, ad esempio – racconta l’ex presidente del circolo Arci della frazione Piero Nacci – siamo costretti adesso a percorrere via Trento fino a La Scala per poi fare il giro da Ponte a Elsa e tornare indietro: circa 20 minuti di auto contro i 5 minuti di prima. Molti cittadini di Isola, inoltre, lavorano nelle aziende della zona industriale di Terrafino: se fosse rimasto almeno il passaggio pedonale, durante la pausa pranzo avrebbero potuto lasciare l’auto di là e venire a casa a piedi. Per non parlare poi dei tanti ragazzi che frequentano le scuole di Empoli, perché Isola gravita da sempre nell’empolese: basti pensare che in paese non c’è neppure un negozio e per qualunque cosa siamo abituati ad andare di là». Da qui la rabbia dei cittadini, infuriati soprattutto per la mancanza di informazione: «Avrebbero potuto fare almeno un’assemblea pubblica», aggiunge Nacci.

Per questo l’amministrazione comunale di San Miniato ha accolto la richiesta da un Consulta ad hoc (già in programma per l’11 settembre) avanzata dal coordinatore Alessio Guardini per capire che fine farà quel ponte e quali lavori saranno necessari. «Dalle prime analisi condotte dai tecnici nei giorni scorsi – spiegano il sindaco di San Miniato Vittorio Gabbanini e la collega di Empoli Brenda Barnini – è emersa la necessità di mettere in atto una serie di approfondimenti sulle condizioni strutturali del ponte sull'Elsa. Per consentire lo svolgimento di queste verifiche, la Provincia di Pisa, ente che gestisce il ponte, ha ritenuto necessario emettere un'ordinanza per chiuderlo al traffico da subito. Nei giorni scorsi avevamo già provveduto a ricollocare nella posizione adatta i restringimenti di cemento armato posti ai due ingressi del ponte che erano stati arbitrariamente spostati. Si trattava di limitazioni necessarie, per impedire il traffico sul ponte ai mezzi di larghezza superiore ai due metri. Dopo che saranno stati effettuati tutti i rilievi del caso, potremo capire quale sarà l'intervento necessario per tornare ad avere la completa percorribilità della strada che da Isola porta a Marcignana».

Inevitabile, tuttavia, la sorpresa e insieme la rabbia dei tanti cittadini che, dalla tarda mattinata di ieri, hanno trovato il ponte sbarrato e la polizia municipale a rispedirli indietro. —

GIACOMO PELFER

Altro servizio a pag. 5

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