Sicurezza
Geotermia, la Filctem contro la moratoria
Monia Neri, coordinatrice del sindacato: la proposta del Pd rischia di aggravare la situazione economica
LARDERELLO
Si sta preparando lo stato di agitazione nel comparto geotermico, in particolare nella Valdicecina, in conseguenza della richiesta di moratoria avanzata a fine luglio da consiglieri regionali del Pd. Lo annuncia Monia Neri, coordinatrice della Filctem Cgil Larderello.
«I motivi della moratoria – dice – sono: prendere tempo per concludere l’aggiornamento del Paer (Piano energetico regionale) con l’inserimento delle Ani (Aree non idonee alla geotermia) e la stesura della nuova legge regionale sulla geotermia. Conseguenze immediate: blocco dei procedimenti in corso per adeguarli ai nuovi indirizzi, chissà quando, visti i tempi biblici della Regione; blocco del rilascio di autorizzazioni; blocco degli iter di valutazione di impatto ambientale».
«I territori geotermici hanno bisogno di decisioni certe ma anche tempestive e compatibili con le esigenze degli operatori economici. Non si può più perdere altro tempo perché la nostra zona non può vivere senza geotermia – prosegue Neri – Con la moratoria la situazione economica del territorio, già precaria, si aggraverebbe in modo forse irreparabile».
Neri ricorda che «da anni aspettiamo la firma del protocollo di intesa tra Regione, Enel Green Power ed enti locali per definire il piano di investimenti nel prossimo futuro. Questo stato di incertezza ha già portato nel 2018 a una forte riduzione degli investimenti da parte di Enel (da 200 a 80 milioni) con gravi conseguenze sulle ditte appaltatrici e i livelli occupazionali locali. Non possiamo davvero più aspettare. Fondamentale e irrimandabile in proposito è la realizzazione di PC6, progetto che ha ricevuto l’ok anche dall’amministrazione comunale di Piancastagnaio, e per la quale l’Enel ha previsto l’introduzione di nuove metodologie per il miglioramento ambientale (riduzione emissioni e cattura della CO2). La scadenza della valutazione di impatto ambientale per la costruzione della centrale di PC6 era fissata il 31 luglio e ora rischia di rientrare nella moratoria, ma in modo improprio, in quanto il procedimento è di natura tecnico amministrativa con un iter che si è già positivamente concluso ma che verrebbe così bloccato per arbitrarie ragioni politiche».
«Il PC6 – sottolinea la sindacalista – è un progetto importante e necessario per l’Enel ma anche per i territori geotermici, un progetto che non è più possibile rimandare, perché garanzia di lavoro e occupazione nel rispetto dell’ambiente e della salute dei cittadini». –
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