Gioco
La Tinaia, dopo la chiusura i migranti fanno i bagagli
Uno dei nigeriani che ha guidato la protesta: «Ora dateci un appartamento» Nel pomeriggio, al momento della partenza, qualche tensione con i residenti
CASCINA
Ci sono gravi problemi igienici: il centro di accoglienza per migranti nell’agriturismo La Tinaia è stato chiuso e i suoi ospiti trasferiti in altre strutture idonee della provincia di Pisa. La decisione era nell’aria, i primi ad attenderla erano i 41 ospiti della struttura, che hanno organizzato l’ennesima protesta contro il gestore. E, nel pomeriggio, non senza tensioni con i residenti, hanno salutato. Il provvedimento è stato notificato ieri dalla prefettura di Pisa, per mano dei carabinieri, alla società “Oltreilmare” che ha sede a Castagneto Carducci. Il documento è firmato dal viceprefetto vicario Valerio Massimo Romeo. E il gestore, Cesare Merciai, se vorrà impugnarlo, dovrà promuovere un ricorso al Tar della Toscana o, in via straordinaria, al Presidente della Repubblica. «Fate i bagagli, andate via», è stata la prima reazione degli operatori della società di gestione che hanno invitato i migranti a prendere le loro cose, in attesa dell’arrivo di un bus della Croce Rossa che li ha smistati in altri centri. «Vogliamo un appartamento – dice Ernest, uno dei nigeriani che ha organizzato la protesta – non possiamo stare in questa casa vecchia».
Il provvedimento è arrivato dopo che i migranti si erano barricati per denunciare «le pessime condizioni igienico-sanitarie» dell’edificio. Sulla base dei verbali consegnati da Asl e vigili del fuoco la prefettura ha preso la decisione attesa da tempo. E molti si chiedono come mai nessuno abbia mai indagato.
Di «situazioni spaventose» aveva parlato anche la sindaca, Susanna Ceccardi, che da due anni ne chiedeva la chiusura. Il Comune ha emanato due ordinanze per problemi igienici, carenze strutturali e presunti abusi edilizi, ma il Tar, che deve decidere nel merito, le ha rese inefficaci.
«È una vittoria delle istituzioni, dei residenti e dei cittadini. Finalmente è stato possibile chiudere questo centro – ha detto Ceccardi che ha organizzato insieme al deputato leghista Edoardo Ziello una conferenza stampa – lo chiediamo da tempo, quando ancora ero all’opposizione ho sostenuto le proteste dei residenti».
L’atteggiamento della prefettura è mutato. «Il governo ha bloccato gli sbarchi e la pressione dell’emergenza è ridotta. In questo casolare ci sono stati anche in più di 100 senza che ci fossero le condizioni igieniche. Si è pensato solo a fare cassa, questo è quello che voleva la sinistra». Il comandante della Municipale, Paolo Migliorini, ha ricordato che alla Tinaia nel corso degli ultimi due anni ci sono stati tanti controlli. «La situazione è la stessa di un anno fa – ha detto – questa volta le verifiche sono state a sorpresa, i problemi sono emersi con chiarezza». Laconico il commento di Ziello mentre alcuni residenti si sono andati a complimentare per la chiusura con lui e con il capogruppo della Lega, Daniele Funel. «Come avevamo promesso c’è stata la chiusura. Un abbraccio ai gufi del Pd che dicevano che non ce l’avremmo mai fatta», dice l’onorevole. Andrea Fenu e Antonio Pucciarelli, in rappresentanza delle famiglie di via Santa Maria Sud, sono chiari: «Siamo sempre stati contrari alla Tinaia, non è questo un luogo dove è possibile l’integrazione: siamo in mezzo ai campi e questi ragazzi la notte viaggiano in bici anche sull’Arnaccio mettendo a rischio la vita. Per non parlare del fatto che i nostri figli non potevano nemmeno uscire a fare un giro in bici». –
S. C.
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