Il Tirreno

Pontedera

il gestore 

«È stata tutta una montatura l’integrazione non è possibile»

S. C.

Cesare Merciai accusa gli ospiti della struttura: hanno sporcato ovunque e hanno organizzato la protesta. Noi avevamo fatto pulire tutto due giorni fa

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CASCINA

Cesare Merciai non fa una piega quando la prefettura – non sono ancora le 10 – lo informa che la Tinaia chiude per gravi inadempienze contrattuali. Lavora nel settore dell’accoglienza da anni, ne ha fatto la sua professione. La sua società “Oltreilmare” incassa 35 euro al giorno per ogni migrante, milioni se rapportati nel tempo.

Farà ricorso contro questo provvedimento?

«Leggerò gli atti, ci penseranno gli avvocati. Tutelerò anche la proprietà ( è presente la figlia Chiara Sarra, ndr). Dicono che non c'era l'acqua ma basta andare dall'azienda che gestisce la rete idrica per trovare conferma del pagamento di 12 mila euro di bollette solo per il centro di La Tinaia».

Crede di avere sbagliato qualcosa nella gestione?

«È stata tutta una montatura e l’integrazione con questa gente non è possibile. Gli immigrati hanno sporcato e poi hanno organizzato la protesta. Loro vogliono andare negli appartamenti, vogliono l’accoglienza diffusa, così sono senza controllo. Avevamo fatto pulire tutto due giorni fa e la struttura va più che bene, hanno rotto i bagni, i tubi per poi inscenare questo caos. Ora qualcuno si merita una denuncia».

L’altro giorno ci ha detto con un’operatrice ha subito atti osceni. Avete denunciato?

«Andiamo oggi (ieri per chi legge, ndr). Un ospite le ha mostrato i genitali – è presente la vittima che conferma le accuse, ndr – solo perché era intervenuta per fare togliere una piastra elettrica. Ora lo denunciamo, deve andare via dall’Italia, è il giovane che il giorno della protesta ha parlato con i cronisti. Qui è successo di tutto; ho tenuto tre mesi un migrante che era stato arrestato per spaccio e non ho ricevuto un euro. Era stato trasferito qui un giovane con una grave malattia che può essere anche contagiosa e nessuno mi aveva informato. Non starò zitto».

I verbali di Asl e vigili del fuoco confermano carenze igienico-sanitarie?

«Qui ci sono state una serie di manomissioni, sono stati i migranti a rompere tutto. Vogliono andare negli appartamenti con le cooperative. Ho sbagliato a puntare su un centro come questo, dovevo anch’io cambiare strategia».

Si dice che la prefettura le avesse chiesto di chiudere la Tinaia a fine anno, c’erano relazioni dell’Asl e degli ispettori ministeriali poco rassicuranti.

«Avevo preso impegni e firmando un documento. La protesta dei profughi ha anticipato tutto, si sono organizzati bene loro...».

Eppure alcuni dei migranti sono stati trasferiti a Ponsacco in un ex hotel gestito da lei?

«Ci sono state spese per rifare la fognatura, qualcuno dovrà pagare». Il casolare è stato devastato, chissà che i proprietari non pensino a un risarcimento. –

S. C.



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