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Miravalle, il futuro è incerto la convenzione in scadenza
Il bando per l’albergo è andato praticamente deserto: così è tutto da rifare I gestori attuali: «Siamo disposti a investire solo se ci sono le condizioni giuste»
SAN MINIATO
La convenzione in vigore arriverà a scadenza tra due settimane, per l’esattezza giovedì 6 settembre, ma la gestione sarà comunque prorogata, probabilmente fino alla fine dell’anno, per garantire l’arrivo di turisti durante il periodo del tartufo, ma soprattutto per studiare un nuovo bando in grado di riscuotere più interesse.
È questa la strada scelta dall’amministrazione comunale di San Miniato per il futuro dell’hotel Miravalle, lo storico albergo nel cuore del centro storico, di proprietà del Comune, affidato in gestione nel 2016 con un bando di durata biennale alla famiglia Nannetti, già titolare del vicino Hotel San Miniato. Un biennio di transizione quello appena trascorso, seguito alla rottura della convenzione con il vecchio gestore e in attesa di studiare tempi e dettagli di una nuova gestione più duratura. Tuttavia, il bando che il Comune aveva preparato nei mesi scorsi, con scadenza al 30 giugno, era andato praticamente deserto: a presentarsi era stata un’unica società con sede a Isernia, ma la richiesta era stata subito bocciata per la mancanza del deposito cauzionale previsto dal bando.
In pratica, tutto da rifare, come spiegato anche nell’ultimo consiglio comunale di fine luglio dal sindaco Vittorio Gabbanini: «Stiamo pensando di proporre una proroga all’attuale gestione – aveva detto il primo cittadino – in modo da preparare nel frattempo un nuovo bando con qualche modifica rispetto ai criteri di quello già presentato». In particolare, a convincere l’amministrazione comunale sulla necessità di correggere il “tiro”, era stata proprio la scelta dei Nannetti di non partecipare al bando, a dispetto dell’impegno speso in questi anni per far funzionare la struttura.
«Ovviamente noi siamo i primi ad essere interessati al Miravalle – dice Daniele Nannetti – anche perché in questi due anni abbiamo investito tempo e soldi per rilanciare la struttura. Ma allo stesso tempo siamo anche imprenditori, e quindi siamo disposti a investire ancora a patto che ci siano le condizioni per farlo».
Al di là del canone di gestione, infatti, i punti principali da rivedere riguarderebbero gli oneri che il privato sarebbe chiamato a sostenere per la manutenzione dell’edificio. Un edificio sicuramente fuori dal comune quello del Miravalle, nato fin dal Medioevo come uno dei luoghi del potere politico e giuridico del castello sanminiatese.
«Una struttura che ha bisogno di attenzioni particolari – riprende Nannetti – ma che alla fine conta solo 19 camere e che è destinata comunque a restare di proprietà del Comune. Per questo non ci siamo presentati al precedente bando, perché riteniamo che non ci fossero le condizioni per sostenere l’investimento. Il canone d’affitto di per sé non è un limite, ma le difficoltà sono piuttosto i lavori e gli interventi di manutenzione di cui necessita una struttura del genere».
Una struttura comunque strategica per il turismo di San Miniato. Una struttura che l’amministrazione è decisa dunque a tenere aperta, evitando il rischio di interruzioni, in attesa di definire le nuove regole di gestione. A maggior ragione nelle ultime settimane d’estate, nel pieno della stagione turistica, ma anche il vista del delicato autunno del tartufo bianco.
GIACOMO PELFER
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