Lutto
Ex Enel nel degrado Fdi: colpa del Comune
Arcenni e Iunco attaccano il sindaco Millozzi per i ritardi nel piano di recupero dell’immobile di via Pisana
PONTEDERA
Finisce di nuovo sotto i riflettori il degrado del palazzo ex Enel. A sollevare il problema sono Matteo Arcenni e Giuseppe Iunco, di Fratelli d’Italia, che attaccano il Comune: «In una città pensata per il benessere dei suoi residenti, le regole valgono per tutti. Ma Pontedera è un’altra storia. Mentre nei parcheggi regna sovrano il commercio abusivo di oggettistica di ogni tipo da parte dei venditori ambulanti, molti dei quali provenienti da paesi esteri, sprovvisti di documenti, e mentre i commercianti italiani del centro e di tutta Pontedera devono stare attenti a seguire alla lettera le norme sul suolo pubblico, sulle insegne, sugli orari e sulla somministrazione di bevande e alimenti, in zona stazione c’è un esempio di quanto le regole, in realtà, valgano soltanto per una fetta di cittadini. Quelli più onesti. Se si gira la sera si trovano negozi e centri massaggi aperti ad ogni ora, anche a notte fonda. Ma troviamo anche l’immobile denominato “ex Enel”, in via Pisana. Malgrado le delibere degli ultimi dieci anni da parte dell’amministrazione, l’ultima il 27 giugno scorso, e le varie cessioni di quote, con il Comune sempre tra i proprietari dell’edificio, con oltre il 40% e la piena proprietà del primo piano e di parte del piano terra, e nonostante i cambi delle società che avrebbero dovuto realizzare il recupero e le mille promesse, "l'ex Enel" versa ancora in stato di degrado».
Secondo Arcenni e Iunco, «in qualità di proprietario, il Comune dovrebbe provvedere alla manutenzione e al restyling della struttura, che oggi altro non è che un rifugio di sbandati e un luogo di spaccio, come documentato con registrazioni e foto anche dai cittadini e dall’intervento anche di ieri delle forze dell’ordine».
«Ben vengano le norme, i regolamenti e i controlli. Ma a patto che siano abbinati al senso civico - sottolinea Fratelli d’Italia - che il Comune in questo caso mette evidentemente in secondo piano, rendendosi primo responsabile di uno scempio sotto gli occhi di tutti e dimostrando come questa giunta non sia in grado di governare ma solo di fare promesse e proclami».
«E allora il tavolino di un bar messo in posizione sbagliata diventa oggetto di contestazione, ma un’intera palazzina lasciata marcire deve essere giustificata, come lo sono alcuni negozi in zona stazione. Questo - concludono Arcenni e Iunco - dimostra come il sindaco Simone Millozzi sia così bravo a chiedere ai privati italiani di rispettare le leggi e garantire il decoro urbano mentre con le proprietà comunali e con gli stranieri fa finta di nulla». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
