Sicurezza
I feretri torneranno a Pisa prima del funerale
Nella chiesa di San Michele degli Scalzi, dove dovevano sposarsi, l’ultimo saluto della città ad Alberto Fanfani e Marta Danisi
PISA
«Alberto era un esempio di correttezza e professionalità. Era tornato nel mio reparto da pochissimo, a luglio, dopo che c’era stato all’inizio della scuola di specializzazione, nel 2015. È stato bello riaverlo: mi ricordavo di lui, perché era rimasto un anno, al termine del quale ho potuto vedere il grande percorso di apprendimento fatto. Alla fine era autonomo e faceva tutto da solo. Sarebbe diventato un grande medico».
Sono parole di elogio quelle del primario del reparto di Medicina interna dell’ospedale di Cisanello, Marco Taddei, dove Alberto Fanfani, 32 anni, e Marta Danisi, 29, si sono conosciuti costruendo mattone dopo mattone quel grande amore che da tre anni li univa.
Il dirigente ospedaliero, insieme ad altri colleghi, nei giorni scorsi era stato invitato al loro matrimonio, già fissato per il 25 maggio 2019 nella chiesa di San Michele degli Scalzi. Ma purtroppo, dopo che entrambi sono morti nel crollo del ponte Morandi, nella basilica della Piagge torneranno in una bara per una messa, prima dei funerali che si celebreranno a Firenze e a Sant’Agata di Militello. È probabile, infatti, che le famiglie decidano di non partecipare ai funerali di Stato che si terranno domani a Genova.
«Marta era una bravissima infermiera, con grandissime doti anche umane – ricorda Taddei – e voleva assolutamente ritornare a Pisa. Io la stimavo e non vedevo l’ora, ma sarebbe dovuto passare un anno prima della richiesta di trasferimento da Alessandria: i sei mesi di prova, più altri sei mesi. Alberto nel frattempo si stava guardando intorno, gli sarebbe piaciuto lavorare a Livorno o a Pontedera. Sarebbero sicuramente tornati vicini. Si poteva fare».
Marta, in Piemonte, era lontano da tutti. Anche dalla sorella minore Noemi Danisi, che lavora come ostetrica in un ospedale del Mantovano. Alberto, invece, era figlio unico. E d’estate trascorreva molto tempo con la famiglia, a Castiglioncello, dove ha una casa. Molte le volte in cui lui e Marta si sono ritagliati qualche momento di svago, lontano dallo stress, in riva al mare. Ma anche in Sicilia, dove in più occasioni sono andati insieme. «Sincera vicinanza e partecipazione alla sofferenza della famiglia in queste ore di concitazione e di grande dolore», ha scritto in una nota l’Azienda ospedaliero-universitaria. «Siamo sconvolti e non sappiamo farcene una ragione», dice il professor Stefano Taddei, direttore della Scuola di specializzazione in Medicina interna. —
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