Sicurezza
Alberi pericolanti nei parchi pubblici Il rischio di caduta è dietro l’angolo
Dopo il crollo di un grosso ramo in viale IV Novembre i cittadini segnalano situazioni precarie anche in altre zone
PONTEDERA
Il crollo di un grosso ramo di un platano, pochi giorni fa, in viale IV Novembre avrebbe potuto avere conseguenze drammatiche se qualcuno si fosse trovato a passare da lì in quel momento. È andata bene, per fortuna. Tuttavia quello degli alberi pericolanti, o comunque in condizioni precarie, è un problema vero nei parchi cittadini.
Rischio caduta. Il punto centrale, com’è ovvio, è la manutenzione che manca o non è sufficiente, una questione spesso poco dibattuta anche perché un albero in stato pietoso e a rischio caduta non si fa notare come invece una buca nell’asfalto che può danneggiare i pneumatici delle auto, oppure come l’erba alta che può intralciare i giochi dei bambini. Però un ramo che all’improvviso dovesse cadere su un passante trovatosi nel posto sbagliato nel momento sbagliato può avere effetti tragici.
Lo stato dell’arte. Considerato ciò, “Il Tirreno” ha voluto verificare lo stato in cui versano le piante in alcuni punti della città, anche partendo da segnalazioni che i cittadini hanno fatto alla redazione negli ultimi giorni in seguiro all’episodio di viale IV Novembre.
Via Galimberti. Partendo dal Giardino di via Galimberti, parco pubblico molto frequentato da bambini e adulti, notiamo subito le pessime condizioni di diversi alberi con intere parti di chioma già seccate e pericolanti.
Via Fantozzi. Stessa situazione si può osservare lasciando il parco e incamminandosi verso via Fantozzi, dove gli alberi piantati lungo il marciapiede, quello che delimita il parcheggio, presentano anch’essi diversi rami secchi.
Fuori del Ponte. Purtroppo casi del genere non sono isolati alla zona del Galimberti: attraversando infatti il Ponte Napoleonico dal centro e guardando verso la sinistra è possibile vedere addirittura un albero letteralmente “morto stecchito” ergersi sul Giardino al Ponte, parco che sorge sull’argine e dove è possibile ogni tanto vedere gente che passeggia. Proseguendo poi verso Fuori del Ponte, la situazione non migliora affatto e si può facilmente constatare anche qui la massiccia presenza di alberi malconci, soprattutto in parchi pubblici come il Giardino Giovanni Paolo II o il Parco dei Salici, dove il classico giro, spesso praticato dagli amanti del jogging, ad un certo punto passa proprio accanto ad un boschetto di platani ormai morti e dalla stabilità alquanto dubbia (perlomeno alcuni sono già stati abbattuti).
Lungo le strade. Come se ciò non bastasse, esempi identici si possono osservare anche lungo strade molto trafficate: è il caso per esempio delle robinie affacciate su via delle Colline le quali, nel tratto compreso tra il Romito e il sottopasso della Ferrovia, mettono in continuo pericolo gli innumerevoli automobilisti che tutti i giorni transitano da lì.
Interventi necessari. Insomma, le zone con alberi e rami a rischio in tutta la città sono molte ed è bene che chi di dovere – fanno notare i cittadini – intervenga il prima possibile, onde evitare che si ripetano incidenti come quello di viale IV Novembre, di cui parlavamo all’inizio e che per fortuna non ha provocato danni a persone né a cose, oppure come quello, purtroppo tragico, delle Cascine a Firenze, dove nel 2014 zia e nipotina morirono in seguito appunto alla caduta di un ramo. –
GIOVANNI GALLONI
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