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I pazienti sono disorientati dalle polemiche sui vaccini

GIAN UGO BERTI
I pazienti sono disorientati dalle polemiche sui vaccini

Allarme dell’Ordine dei medici mentre cresce la preoccupazione nella categoria che non sa quali risposte dare alle famiglie. Il presidente: «La politica indietreggi» 

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SANTA CROCE SULL’ARNO

Sui vaccini e contro il marasma politico alza la voce il presidente del presidente dell’Ordine dei medici di Pisa, il dottor Giuseppe Figlini. Dopo le polemiche degli ultimi giorni c’è infatti preoccupazione nella categoria. I pazienti chiedono: chi ci deve curare, i medici o i politici?

«La Regione Toscana – spiega Figlini – ha fatto senz’altro un passo avanti in tema di sicurezza, approvando l’obbligatorietà della vaccinazione per consentire l’iscrizione al nuovo anno scolastico. Ma tutto può ancora succedere. Se il Parlamento approvasse una legge che consentisse invece l’autocertificazione , si determinerebbe una situazione critica e anche paradossale».

Il presidente dell’Ordine parla a nome di tutti i medici che operano a Pisa e in provincia. «Fra obbligo flessibile ed obbligo volontario – stigmatizza Figlini – siamo davanti ad un pericoloso gioco di parole, tutto all’italiana, dove l’una è il contrario dell’altra, in grado di gettare nello scompiglio l’opinione pubblica. Occorre invece mettere, al più presto, una parola chiara e definitiva. Alla fine – precisa – la gente sconcertata si rivolgerà infatti ai medici e ai pediatri di base. La scienza sui vaccini ha già da tempo parlato. La politica, al contrario, sta parlando troppo e senza la minima cognizione di causa».

«A settembre – aggiunge il dottor Giuseppe Figlini – si potrebbe, comunque, aprire un altro fronte sui vaccini. Sarà già tempo, infatti, di vaccinazione antinfluenzale. Ed il rischio di una possibile, strumentale campagna contro tale profilassi non è così teorico».

Lo scorso anno le cose non sono andate bene. Secondo i dati forniti dal ministero della Salute, la media nazionale complessiva si è attestata sul 15%, mentre quella nella popolazione anziana, ovvero oltre i sessantacinque anni, non è andata oltre il 52%. Numeri ancora molto bassi, distanti da quel 75% che coprirebbe da ulteriori problemi. Rispetto a tre anni fa, quando il paventato pericolo del mercurio presente nel prodotto sarebbe stato possibile danno, le cifre hanno presentato un certo calo fra gli anziani. Poi abbiamo assistito ad un rialzo che non ci pone al riparo da eventuali, più vaste epidemie. Stiamo andando in sostanza, anno dopo anno, in rotta di collisione contro qualcosa di veramente pericoloso per la salute pubblica.

«Guardiamo con timore – aggiunge Figlini – alla grande incertezza in una materia di pertinenza strettamente medica. Noi sosteniamo che tutto ciò sia pericoloso, perché si vuole così mettere a rischio la sicurezza della salute dei cittadini. Negli altri Paesi europei le stesse decisioni vengono invece prese comunemente dal ministero competente, dai tecnici della materia. Soltanto noi, in Italia - conclude il presidente - lasciamo che la medicina dipenda dalla politica. I nostri pazienti già ci chiedono angosciati: “Ma chi ci deve curare, i medici o i politici?”». —

GIAN UGO BERTI

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