Sicurezza
L’ex centro di accoglienza ora è la casa di sei famiglie
Inaugurati gli alloggi ricavati dalla ristrutturazione dell’edificio lungo la Statale La sindaca Ceccardi e l’assessore Ziello: «Risposta a tante situazioni di disagio»
CASCINA
«Una casa che aspettavo da tempo e che ci aiuterà nel nostro difficile percorso». Tiene in mano il foglio che gli è stato consegnato dagli impiegati comunali e che ufficializza la consegna della sua nuova abitazione. È un giovane padre albanese, che da tanti anni vive a Cascina e ha un figlio gravemente ammalato. «Quando a mio figlio è stata diagnosticata la malattia, vivevamo in un alloggio pieno di muffa. Ora possiamo sperare almeno in un tetto dignitoso, dopo che siamo stati alloggiati in un albergo perché non c’erano altre case popolari disponibili», spiega davanti agli obiettivi dei fotografi e alle telecamere.
Un giorno di speranza per sei famiglie che potranno trasferirsi a Tignano nell’ex centro di accoglienza notturna per stranieri ora approdo temporaneo per famiglie alle prese con uno sfratto.
Sono sei gli alloggi che ieri sono stati consegnati ad altrettanti nuclei familiari dopo il taglio del nastro che segna la conclusione dei lavori di ristrutturazione di un’ex scuola a Titignano che il Comune di Cascina alla fine degli anni Novanta aveva destinato a centro di accoglienza per stranieri e che poi, alla fine del 1999, era stato chiuso dall’allora sindaco in seguito a gravi vandalismi compiuti dagli ospiti. Una pagina passata della storia di un immobile poi usato dalle amministrazioni comunali per dare un tetto provvisorio a famiglie senza una casa.
Giorno dopo giorno, tra liti, risse, accoltellamenti e occupazioni abusive, il degrado era entrato nelle stanze che oggi sono state rimesse a lucido per dare risposte a famiglie che vivono situazioni di disagio sociale.
Con il taglio del nastro affidato alla sindaca, Susanna Ceccardi, e all’assessore al sociale e onorevole, Edoardo Ziello, può iniziare una nuova pagina per questa struttura. Nel 2012 la giunta comunale aveva chiesto un finanziamento (oltre 620mila euro) alla Regione Toscana per trasformare l’ex centro accoglienza in alloggi temporanei (il regolamento prevede una durata di 18 mesi) per situazioni di grave emergenza abitativa. Appartamenti ristrutturati con interventi mirati a incrementarne l’efficienza energetica. «Un giorno felice per Cascina – hanno detto sia la sindaca che Ziello – riusciamo a dare una risposta a famiglie cascinesi che erano alla prese con uno sfratto da tanto tempo». Due dei sei nuclei assegnatari (quattro famiglie italiane e due straniere) hanno familiari con problemi di disabilità e per questo troveranno accoglienza negli alloggi al piano terra. Sei storie di difficoltà: il padre con il bimbo gravemente ammalato, la madre con cinque figli e un anziano padre disabile, madre e figlio disabile.
«Come assessore alla disabilità – commenta Sonia Avolio – sono contenta che sia stata data risposta a due situazioni di emergenza. Seguo il bambino ammalato, era una situazione molto complessa quella in cui la famiglia viveva».
Alla cerimonia erano presenti anche altri rappresentanti della Lega, come l’onorevole Donatella Legnaioli, e dipendenti dell’ufficio sociale e dei lavori pubblici che hanno lavorato per la riuscita del progetto. «In due anni siamo passati dalle parole ai fatti – ha aggiunto Ziello – questa è una struttura all’avanguardia. Rispetto alle politiche abitative confermiamo il nostro intento: aiutare i cascinesi e poi, se ci sono le risorse, gli altri». –
S. C.
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