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PONTE A EGOLA 

«No al progetto Tecnoambiente» Gli imprenditori ricorrono al Tar

NILO DI MODICA
«No al progetto Tecnoambiente» Gli imprenditori ricorrono al Tar

In cinque chiedono di bloccare l’ampliamento del sito di stoccaggio di rifiuti «Serve chiarezza per tutti coloro che hanno investito in questa zona»

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SAN MINIATO

«I nostri dubbi sono legittimi. Serve chiarezza e la chiederemo a nome dei tanti che hanno investito in questa zona, oltre che dei cittadini». È determinato ad andare avanti il gruppo di imprenditori che ha deciso di ricorrere al Tar contro il progetto di ampliamento del sito per lo stoccaggio dei rifiuti ottenuto dall’azienda Tecnoambiente di Ponte a Egola. Parliamo di Massimiliano Benvenuti della Savino Del Bene, Paolo Bendinelli della Start srl, Simona Marianelli della Artigiano del Cuoio, Crescenzo Votino della Votino srl e Alberto Campinoti della Gbl.

Al centro del ricorso, i cui tempi (compresa l’eventuale sospensiva dei lavori) sono ancora tutti da stabilire, alcuni nodi dell’iter autorizzativo, specie sul fronte ambientale. «L’azienda al momento ha ottenuto le autorizzazioni sul piano urbanistico, da parte del Comune, e quelle della conferenza dei servizi in Regione grazie ai pareri favorevoli degli enti interrogati, fra cui anche Arpat – spiega Benvenuti. – Nelle valutazioni di carattere ambientale si continua a parlare di monitoraggio di elementi e componenti chimici tipici delle produzioni conciarie. Peccato che l’azienda di cui si sta parlando negli ultimi anni abbia enormemente incrementato la sua attività sia in quantità che in varietà di rifiuti trattati. Se si leggono le relazioni tecniche che la Tecnoambiente ha consegnato alla Regione, ci sono oltre venti pagine di elenco delle sostanze, pericolose e non, che vengono smaltite o inertizzate nell’impianto. Se le valutazioni si fanno sulla base di studi e stime datate, è legittimo portare avanti un ricorso per non ritrovarsi un giorno a sentirci dire “dovevate dirlo a suo tempo”. Vogliamo solo chiarezza». A maggio TecnoAmbiente ha ottenuto il via libera dalla Regione per il procedimento di valutazione di impatto ambientale, per quello che sarà il nuovo intervento che, secondo l’azienda, è finalizzato a ridurre la pericolosità e il potenziale inquinante dei rifiuti speciali trattati. Ottenuta la Via (Valutazione d’impatto ambientale), è sull’Aia (Autorizzazione integrata ambientale), ancora in via di ottenimento, che i ricorrenti cercheranno di smontare il progetto, con la tutela legale dell’avvocato pisano Giancarlo Altavilla e la collaborazione di Panayotis Psaroudakis, docente di termofluidodinamica e macchine all’Università di Pisa.

Fra le preoccupazioni degli imprenditori, oltre alle possibili ricadute per l’ambiente, anche il passato dell’impresa, al centro di alcuni fenomeni di maleodoranze ma anche diffidata dalla Provincia di Pisa nel luglio del 2014 per irregolarità nello stoccaggio di rifiuti speciali. «Che senso ha avuto aderire al protocollo d’intesa Apea (Area produttiva ecologicamente attrezzata), se poi si autorizzano questi volumi e queste tipologie di smaltimento?. E poi qui da noi vengono clienti e marchi del lusso: troveranno camion pieni di rifiuti in coda: che immagine diamo?». —

NILO DI MODICA

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