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economia e promozione 

Patto tra negozianti per valorizzare Saline il sindaco ci prova

F,T.

«Il centro commerciale naturale è utile, guardate Volterra» E intanto spinge anche sulla rinascita del forno a Villamagna

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VOLTERRA

Una cooperativa di comunità (o un’iniziativa privata) per far ripartire il forno a Villamagna. Ma anche un patto tra i commercianti di Saline per creare un punto di riferimento, sia nei rapporti con le istituzioni, sia sul piano promozionale. Sono le scommesse del sindaco Marco Buselli, che ha avviato un percorso di confronto con cittadini e commercianti per lo sviluppo delle due frazioni.

Ccn, voglia di bis

Per ora è soltanto una proposta: costituire il Centro commerciale naturale di Saline, il secondo sul territorio comunale dopo quello di Volterra. Un’associazione tra negozianti per valorizzare il territorio, offrire servizi migliori ed abbattere i costi. Ma non solo: «Sarebbe anche un punto di riferimento per l’amministrazione comunale e per qualsiasi altro soggetto che altrimenti deve confrontarsi con 20-30 attività. Inoltre l’unione darebbe più forza a qualsiasi loro istanza». La proposta era già stata avanzata in passato, ma non era andata in porto. Ora secondo il sindaco i tempi potrebbero essere maturi per concretizzarla: «Il coordinamento tra attività è un valore aggiunto, quello che già stiamo vedendo a Volterra lo dimostra. A breve torneremo a confrontarci con i commercianti di Saline su questo tema».

Coop per il forno

Intanto va avanti il tentativo di rilanciare il pane di Villamagna, attraverso la riapertura del forno. C’è stato anche un incontro, al circolo Arci, nel corso del quale sono state illustrate le potenziali strategie di sviluppo per il paese. Lo strumento potrebbe essere la cooperativa di comunità, che può essere composta da un minimo di tre persone e ha accesso a una serie di agevolazioni, compresi contributi sostanziosi a fondo perduto, oltre a un bonus di mille euro messo a disposizione dall’amministrazione comunale (valido anche se si fa avanti un singolo privato).

Ma la cooperativa potrebbe rappresentare anche un valido interlocutore per alcune piccole manutenzioni a chilometro zero o per altri servizi da realizzare: «Penso per esempio al taglio dell’erba, tanto per fare u n esempio – sottolinea Buselli –. Il Comune, attraverso l’affidamento alla cooperativa, risparmierebbe e allo stesso tempo si creerebbe valore aggiunto nella comunità. Se si vuole investire sul futuro di questi paesi, si devono creare forme resilienti, che traggano forza e linfa dalla comunità locale. Durante l’iniziativa a Villamagna, Irene Mangani e Sara Guidelli di Legacoop hanno presentato il progetto delle cooperative di comunità e il bando della Regione Toscana che mette a disposizioni fondi con l’obiettivo di creare lavoro per i giovani e, in generale, per chi vuol rimettersi in gioco. —

F,T.

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