Attenzione
Aiuti agli stranieri per l’affitto bocciati i vincoli dei Comuni
Corte costituzionale: illegittimi i “paletti” per gli immigrati sugli anni di residenza Cgil e Sunia: «Pontedera e Cascina annullino le graduatorie o riaprano i termini»
PONTEDERA
Porte “di casa” aperte ai cittadini immigrati che chiedono il contributo all’affitto. La Corte Costituzionale, il 20 luglio, ha dichiarato l’illegimittimità della legge 133 del 2008 che prevedeva per il cittadino immigrato da Paesi extra Unione europea, «dieci anni di residenza sul territorio nazionale o cinque nella medesima regione».
Esultano Tania Benvenuti della Cgil e Luca D’onofrio del Sunia. «Tutti i Comuni, Pontedera, Cascina e Pisa primis devono tenere conto di questa sentenza e quindi devono annullare le liste se già pubblicate o allungare i tempi per la presentazione della domanda fino al 30 settembre».
«Altrimenti si preparino ad una valanga di ricorsi che li vedrebbe perdenti» aggiunge D’Onofrio. La sentenza è di quelle che non dà adito a dubbi perché la disposizione della legge 133/2008 è illegittima «in quanto introduce una irragionevole discriminazione a danno dei cittadini di paesi non appartenenti all’unione europea richiedendo solo ad essi il possesso del certificato storico di residenza da almeno dieci anni in Italia «dicono i sindacalisti.
L’illegittimità costituzionale, risiede anche là dove, la Corte ravvisa «una durata palesemente irragionevole e aribitraria del tempo di permanenza dell’immigrato sia sul territorio nazionale che regionale».
Questa sentenza è una rivoluzione estiva burocratica amministrativa che metterà in affanno gli uffici comunali ma può essere letta anche come un atto politico sociale e che cade in un periodo caldissimo.
«È una pronuncia di grande civiltà che fa capire come si sono sempre dette falsità sul fatto che i cittadini immigrati godessero di privilegi rispetto agli italiani» dice Benvenuti.
L’aspetto politico è evidente ed è sottolineato anche da D’Onofrio: «Basta distinzioni tra stranieri ed italiani perché a rimetterci sono tutti: il fondo per il contributo all’affitto è bassissimo così come è necessario dare un vero impulso all’edilizia popolare cosa che Cascina non sta facendo». Quindi una stoccata all’assessore alle politiche abitative del Comune di Cascina Edoardo Ziello che ha scritto spesso sui social: «La casa? Prima vengono gli italiani».
«Vorrei – continua D’Onofrio – che Cascina così come altri comuni, si battessero per aumentare il fondo per l’edilizia popolare e quello per il contributo all’affitto invece di inscenare una rivalità deleteria tra italiani e immigrati dove nessuno vince».
Il fondo per l’integrazione all’affitto, si è in effetti limato, assottigliato negli anni. «Tenete conto – continuano dal Sunia – che il contributo massimo che viene erogato è di 1200 euro all’anno e di questo contributo ne usufruisce una percentuale bassissima di persone mentre la stragrande maggioranza, gode, si fa per dire, di 200-300 euro annui».
«I criteri – dice Benvenuti – puramente economici di assegnazione di questo contributo sono così bassi che ormai anche un semplice operai è considerato ricco».
Il Sunia precisa che questa sentenza non spalancherà le porte a contributi per chi sbarca sulle coste italiane. «Quel tipo di immigrazione ha altre corsie di accoglienza. Qui si sta parlando di immigrati che hanno già un grado di permanenza da noi, che hanno un lavoro ed un contratto di locazione regolarmente registrato» puntualizza D’Onofrio. —
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