Il Tirreno

Pontedera

Rifiuti e problemi ambientali 

Tecnoambiente, il nuovo deposito spaventa

S.C.

Si profila l’ipotesi del ricorso al Tar per bloccare le autorizzazioni rilasciate dal Comune, l’Ugl chiede indagini

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SAN MiNIATO

L’ampliamento del sito per lo stoccaggio dei rifiuti ottenuto dall’azienda Tecnoambiente e rimasto sotto traccia per molti mesi sta suscitando molte polemiche a San Miniato. Alcuni abitanti di Ponte a Egola stanno raccogliendo firme di protesta dopo avere costituito un comitato e alcuni imprenditori sono pronti a presentare un ricorso al Tar per bloccare il nuovo deposito.

«L’impatto per la salute rischia di essere dirompente per la moltiplicazione degli agenti inquinanti dei volumi dei rifiuti pericolosi, trattati con il nuovo deposito, dei metri cubi di acqua contaminata che sarà scaricata nella fogna pubblica e infine per l’incremento dei mezzi dedicati al trasporto di queste sostanze, sia in arrivo che in uscita in questa area che incideranno negativamente sulla qualità del’aria aumentando le polveri sottili che respireremo», torna a denunciare con forza Giorgio Simoncini, segretario provinciale Ugl.

Il sindacato fa riferimento a precedenti vicende che hanno riguardato Tecnoambiente e che inducono i cittadini ad alzare la guardia. «Mi riferisco – dice Simoncini – alla diffida del 2014 inviata aTecnoambiente dalla provincia di Pisa per inosservanza delle prescrizioni impartite in materia di corretta gestione dei rifiuti speciali. Non ci rassicura quanto emerso nella relazione delle Commissione Parlamentare di inchiesta sulle attività illecite commesse al ciclo rifiuti approvato dalla Commissione stessa dello scorso febbraio».

In quegli atti compare Tecnoambiente che, operando per conto di alcune cartiere di Lucca “effettua un trattamento di miscelazione con altri rifiuti, diversamente da quanto previsto dala normativa che vieta la diluizione o miscelazione di rifiuti al solo fine di renderli conformi con criteri di ammissibilità in discarica”. «In questo modo l’azienda che effettua la smaltimento finale (nella discarica per rifiuti speciali Ecofor ) non riceve il rifiuto prodotto dalla cartiera bensì una miscela e non può quindi attestarne l’effettivo smaltimento», osserva Simoncini. Ci sono poi stati rilievi di Arpat sulle modalità del trattamento dei fanghi ricevuti e sulla loro destinazione finale ritenuti però ininfluenti da Tecnoambiente. L’Ugl chiede agli organi competenti di controllare e monitorare le modalità di trattamento delle innumerevoli sostanze pericolose trattate oggi da Tecnoambiente e le ricadute sul territorio «sia per l’attuale situazione che per quella ancor più grave che potrebbe delinearsi con il via libera al nuovo deposito». —

S.C.

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