Trasporti
Discoteche, un protocollo per aumentare la sicurezza
Il Centro Torretta White è stato tra i primi a firmarlo. Il titolare Edilio Pellinacci spiega com’è difficile arginare comportamenti violenti che spesso sono impuniti
CALCINAIA. È sempre più difficile per gestori e titolari di locali e discoteche prevenire liti e risse. Il mondo della movida, come dimostrano fatti di cronaca avvenuti sia nelle grandi città che nei locali della provincia, non sfugge ai casi di bullismo e ai comportamenti “eccessivi” che cominciano nelle scuole e arrivano nei locali di ritrovo per giovani. È successo anche in Valdera di recente.
Il Tirreno ha chiesto al titolare di uno dei locali più conosciuti e che ha tagliato il traguardo dei 40 anni di attività, il Centro Torretta White, cosa possono fare i gestori delle discoteche per garantire la massima sicurezza, oltre a quello che già mettono in atto.
«Non è semplice intervenire e soprattutto arginare certi comportamenti che dilagano tra i giovani. Il bullismo dalla scuola si è spostato nelle discoteche. Se allo stadio, con regole più rigide sull’accesso, certi fenomeni vengono controllati – spiega l’imprenditore Edilio Pellinacci – nelle discoteche, come nelle piazze, contrastare certi atteggiamenti è sempre più difficili». Basta un secondo, una parola di troppo e nasce una rissa. «Spesso a provocarle – aggiunge Pellinacci – sono stranieri che si sentono liberi di avere atteggiamenti violenti o di delinquere perché contano sul fatto che difficilmente andranno incontro a gravi conseguenze».
Anche per questo, per evitare che gli unici a rimetterci siano proprio i titolari dei locali, è stato firmato in prefettura a Pisa (come in molte città d’Italia) un protocollo, alla presenza dei vertici delle forze di polizia, con i rappresentanti delle associazioni dei gestori delle discoteche e dei servizi di controllo nei locali di pubblico spettacolo. L’accordo si pone quale obiettivo quello di dare vita ad un più avanzato sistema di relazioni tra gli operatori del settore e le forze dell’ordine, secondo quanto sollecitato dal ministero dell’Interno.
Tra questi locali, appunto, in provincia di Pisa, c’è il Centro Torretta White di Calcinaia, che di recente ha subito un provvedimento di chiusura temporanea.
«Noi siamo stati i primi a sottoscrivere questo protocollo – aggiunge Pellinacci –, abbiamo investito in telecamere e sicurezza, in formazione del personale, abbiamo l’obbligo di informare sempre le forze dell’ordine ogni volta che si verifica anche un minimo problema. Tutto questo per cercare di mitigare gli effetti dell’articolo 100 del Tulps (testo unico delle leggi di pubblica sicurezza) che rischia, forse perché ormai è una legge troppo datata (è del 1932) di danneggiare il locale e chi ci lavora».
Mentre spesso chi crea problemi di sicurezza all’interno delle discoteche riesce a farla franca.
«Credo che gli operatori del settore che aderiscono al protocollo, una volta che rispettano gli impegni sottoscritti, non possano fare molto di più. Così come non è complesso ritrovarsi con delle responsabilità per fatti che avvengono nei parcheggi o davanti alla discoteca stessa».
Per non parlare di chi cerca di speculare dopo le liti con richieste risarcitorie lontane dall’avere un reale fondamento. Il protocollo prevede altresì alcuni impegni da parte della prefettura e delle forze di polizia verso quei gestori che avranno aderito, e meccanismi premiali, suggeriti dal ministero dell’Interno, per evitare che scattino sanzioni ai sensi dell’articolo 100 del Tulps, cioè di sospensione temporanea dell’attività. –
S. C. .
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
